Mes, è ufficiale: slitta a inizio 2020 il sì al Fondo salva stati. Gualtieri: «Trovato un accordo di principio»

«Sono fiducioso che su questa base sia possibile raggiungere un consenso nella maggioranza perché complessivamente è una situazione migliore di quella di partenza», ha detto il ministro dell’Economia

È l’una di notte quando il ministro dell’Economia si presenta davanti alla stampa per confermare le fonti Ue che già nella serata di ieri, 4 dicembre, avevano fatto filtrare la notizia che i ministri dell’Eurogruppo avrebbero trovato l’accordo a rinviare a gennaio 2020 la discussione su alcune parti del Mes, in particolare quella sulle controverse clausole di azione collettiva.

Roberto Gualtieri parla di «accordo di principio». «È stato definito un accordo che dovrà essere finalizzato in linea con le procedure nazionali», afferma. Poi si dice fiducioso «che su questa base sia possibile raggiungere un consenso nella maggioranza perché complessivamente è una situazione migliore di quella di partenza».

I tre obiettivi che l’Italia chiedeva all’Eurogruppo sono stati raggiunti, assicura il ministro. «Abbiamo ottenuto – spiega Gualtieri – una cosa importante, che è la possibilità di una sub-aggregazione dei titoli, un meccanismo che rende in qualche modo le ‘single limb CACs’ più simili alle ‘dual limb CACs’; un meccanismo intermedio, una cosa molto tecnica ma che per l’Italia era importante, e che verrà menzionata nella lettera sulle conclusioni del presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno».

Lo stesso Centeno che durante la giornata di ieri aveva surriscaldato di nuovo gli animi dell’esecutivo giallorosso con la sua dichiarazione: «Non c’è motivo di modificare il testo della riforma del Mes». Gualtieri poi non risparmia una frecciatina a Matteo Salvini e definisce la sua campagna «demagogia priva di fondamento». La firma sul Mes slitta dunque a inizio 2020, il tempo perché il governo italiano trovi una quadra è comunque risicato.

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