Il sindaco di Pesaro vuole candidare Liliana Segre al Nobel per la pace: «Il suo discorso sull’amore è un trattato universale»

Ricci era fra i 600 primi cittadini che hanno accompagnato la senatrice nella marcia contro l’odio dello scorso 10 dicembre

Era fra i 600 sindaci che hanno partecipato il 10 dicembre alla marcia contro l’odio a Milano al fianco di Liliana Segre. E oggi Matteo Ricci, sindaco di Pesaro, avanza la candidatura della senatrice sopravvissuta ad Auschwitz al premio Nobel per la Pace e chiede al Parlamento di sostenerla.

«È ancora forte l’emozione – racconta Ricci in un’intervista a la Repubblica a proposito della marcia – l’Italia attraverso i sindaci si è ritrovata unita attorno a Liliana Segre e alla sua battaglia culturale e di futuro. Liliana è diventata un simbolo, una rappresentazione autorevole della Repubblica e della Costituzione. La piazza è andata al di là delle aspettative sia per le presenze, che per il senso di comunità che ha trasmesso».

«Adesso – continua Ricci – tocca al Parlamento fare la sua parte. Invierò una lettera, come sindaco di Pesaro e come uno dei promotori di quella piazza, ai presidenti di Camera e Senato e a tutti i gruppi parlamentari, per chiedere che il Parlamento candidi Liliana Segre per il premio Nobel per la pace 2020».

«Le persone – ha osservato ancora Ricci – hanno bisogno di simboli ed esempi positivi e il discorso sull’amore di Liliana è davvero un trattato universale. Del resto la sua battaglia contro l’odio e l’intolleranza, contro il razzismo e l’antisemitismo serve non solo all’Italia, ma al mondo. Ovunque i germi dell’intolleranza razziale o religiosa riemergono e i social sono diventati amplificatori degli odiatori seriali e strumento di propaganda delle forze neofasciste e neonaziste».

Foto di copertina, Matteo Ricci con Liliana Segre e il sindaco di Milano Giuseppe Sala durante la marcia contro l’odio – ANSA/FLAVIO LO SCALZO

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