Omicidio Sacchi, il padre di Luca: «Princi disse: “Se è morto andiamo a farci una birra”»

E sul conto di Luca: «Anastasia aveva i codici e poteva operare tranquillamente. Quando Luca è morto le abbiamo chiesto i codici, ma lei me ne ha mandati solo alcuni che non funzionavano»

«Mio cugino Massimo mi ha raccontato che quando ho dato la notizia della morte di Luca, Giovanni Princi ha detto: “Vabbè allora se è morto andiamo a farci una birra e un panino, che sto morendo di fame”. Così ha riferito il padre di Luca Sacchi, Alfonso, sentito come testimone dai magistrati di Roma nell’ambito dell’indagine sull’omicidio del figlio 24enne.

Princi è il giovane finito in carcere perché accusato di aver avuto un ruolo chiave nell’operazione di acquisto della droga, amico della vittima dai tempi della scuola superiore.

«Penso che Princi portasse Luca con sé per farsi sicurezza: Luca era molto alto in perfetta forma fisica, inoltre era un patito di arti marziali, ciò non di meno, gli hanno sempre insegnato la pazienza e l’autocontrollo», ha proseguito il padre, come si legge nel verbale depositato all’udienza davanti al Riesame.

I codici del conto di Luca: «Anastasia ci diede password non funzionanti»

«Il conto di Luca non era cointestato, ma Anastasia aveva i codici e poteva operare tranquillamente. Quando Luca è deceduto le abbiamo chiesto i codici, ma lei me ne ha mandati solo alcuni che non funzionavano». È questo un altro dei dettagli fornito da Alfonso Sacchi sentito come testimone dai magistrati di Roma.

«Anche quando abbiamo chiesto i codici per l’home banking e la gestione online della casa vacanza ci ha dato codici che non funzionavano. Tant’è che li abbiamo dovuti cambiare tutti», ha detto a verbale.

La madre di Luca: «Gli assassini paghino il conto»

«Non rispondiamo agli insulti di una 25enne. Le brutte parole di Anastasia si commentano da sole. L’unica cosa che realmente ci interessa è che tutti i responsabili della morte di Luca paghino il loro conto con la giustizia». Così Concetta Galati, la mamma di Luca Sacchi, commenta, tramite gli avvocati Armida Decina e Paolo Salice, le frasi pronunciate da Anastasia durante una telefonata ad un’amica intercettata e contenuta in un’informativa dei carabinieri.

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