Prato, 5 ragazze picchiate e ridotte in schiavitù: condannati un uomo e una donna

Le ragazze, due delle quali minorenni, erano state portate in Italia con la promessa di un lavoro. Loro malgrado, sono state coinvolte anche in traffici di droga

Un uomo di 50 anni e una donna di 41 sono stati condannati dal tribunale di Firenze per di esseri umani, riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione. Le pene ammontano rispettivamente a 18 anni e 6 mesi per il primo, e a 16 anni e 9 mesi per la seconda.


Tra il settembre 2016 e luglio 2017, i due avrebbero fatto arrivare in Italia dalla Nigeria – loro Paese natale – almeno 5 ragazze, di cui 2 minorenni. Le giovani venivano fatte alloggiare nella loro casa di Prato, venivano costrette a prostituirsi in strada, ed erano picchiate e violentate.

In alcuni casi le giovani sarebbero state minacciate di subire riti voodoo e di violenze che sarebbero state inflitte anche alle loro famiglie rimaste in Nigeria. Probabilmente si tratta della maledizione del “Juju”, una nota credenza che condiziona le scelte di vita delle donne nigeriane: in Nigeria, dove è forte la credenza negli spiriti e nei demoni, le donne sono disposte a pagare qualsiasi prezzo per liberarsi dalle maledizioni.

L’accusa contestava all’uomo di 50 anni anche un presunto stupro di gruppo nei confronti di una delle ragazze, accusa dalla quale è stato assolto per non aver commesso il fatto – insieme a un altro imputato.

Le indagini

Le vittime, secondo quanto ricostruito dalle indagini, sarebbero anche state coinvolte – loro malgrado – in traffici di droga e costrette a fare da corrieri per consegne di cocaina.

Le ragazze erano state fatte arrivare in Italia con la promessa di un lavoro: una volta qui, dovevano poi prostituirsi a Prato, Firenze e Calenzano, per restituire il denaro, circa 30 mila euro, che i due sostenevano di avere speso per farle arrivare in Italia.

Stando a quanto emerso, se non riuscivano a portare a casa abbastanza denaro, non era raro che venissero picchiate con violenza, anche fino alla perdita dei sensi.

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Foto di copertina: Foto di archivio