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Roma, arrestati 11 trafficanti: dalla Nigeria portavano donne in Italia per farle prostituire

14 Novembre 2019 - 08:48 Redazione
epa05666594 A handout picture provided by the United Nations Children's Fund (UNICEF) on 08 December 2016 shows a resident of a so-called "widows' house" in Banki, Borno State, northeast Nigeria, 15 November 2016. According to UNICEF, many women in Banki who have become separated from their husbands during the Boko Haram-related crisis, now live in groups along with their children in the town's semi-destroyed houses, known as 'widows' homes', as they wait to find out if their husbands are still alive. Banki was captured by Boko Haram in September 2014 and retaken by the Nigerian military in September 2015.  EPA/UNICEF / MARK NAFTALIN / HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
Una traversata nel deserto africano fino alla Libia. Da lì venir caricate su barconi diretti in Italia, dove entreranno nel giro della prostituzione. Fermati undici trafficanti
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Sfruttamento della prostituzione, riduzione in schiavitù e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Sono queste le motivazioni per cui, stamattina, 14 novembre, la Squadra Mobile di Roma ha fermato 11 persone. 11 trafficanti nigeriani di donne connazionali, anche minorenni, condotte dalla Nigeria alla Capitale per essere ridotte in schiavitù e obbligate a prostituirsi.

Secondo le prime ricostruzioni della Direzione Distrettuale Antimafia e del gip di Roma, una volta sbarcate in Italia le ragazze venivano spinte ad allontanarsi dai centri d’accoglienza per raggiungere le varie “ghost mommy” che le avviavano alla prostituzione nella zona di via Togliatti, periferia est.

La tratta delle donne e i riti magici

Giovani donne, spesso giovanissime, che dalla in Nigeria attraversano il deserto per raggiungere la Libia. Un viaggio rischioso fatto su camion o bus pericolanti, per arrivare sulle coste nordafricane e imbarcarsi ancora, stavolta su barconi diretti verso l’Italia. La prima parte di un percorso infernale, che terminerà nella riduzione a schiavitù nei vari Paesi europei.

In larga misura, la motivazione che spinge queste donne a seguire i propri sfruttatori è il debito economico. In Nigeria, dove è forte la credenza negli spiriti e nei demoni, per liberarsi dalle maledizioni le donne sono disposte a pagare qualsiasi prezzo.

ANSA, Unicef | Donne nigeriani a Banki, Nigeria, 15 novembre 2016

Non è raro che si indebitino fino al collo a causa della maledizione del “Juju”, una credenza che le spinge ad accettare il lavoro dei trafficanti per ripagare i “dottori” che, attraverso dei riti, le liberano dagli spiriti maligni.

La minaccia di una nuova maledizione incombe sulle loro teste, e i trafficanti di esseri umani nigeriani si servono delle credenze sulla magia nera per intrappolare migliaia di donne in una vita da schiave del sesso in Europa.

Come riporta un’inchiesta pubblicato da The Independent ad aprile 2011, il giuramento “Juju” le rende manipolate e completamente intrappolate: «Senza fede nelle antiche, tradizionali credenze, questa moderna forma di schiavitù non potrebbe esistere. E senza un così fiorente mercato per i loro servizi, nessuna donna nigeriana sarebbe vittima della tratta».

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