Il Franco FCA va in pensione: per otto Paesi africani arriva una nuova moneta: l’ECO

La moneta era stato uno dei terreni di scontro fra il governo gialloverde e la Francia: secondo Meloni, Di Battista e Di Maio Parigi avrebbe utilizzato la moneta per esercitare un ruolo dominante, da colonizzatore, nel continente africano

Il franco CFA scomparirà dal prossimo luglio. La moneta simbolo del vecchio potere francese in Africa lascerà il posto a una nuova moneta unica che si chiamerà ECO. Lo ha annunciato Alassane Ouattara, presidente della Costa d’Avorio, in una conferenza congiunta ad Abidjan al fianco di Emmanuel Macron, dopo la visita del presidente francese. A Parigi, l’Eliseo ha fatto sapere a BFM-TV che la fine del franco CFA metterà fine «a tutte le illazioni su questa moneta».


Illazioni che non hanno risparmiato la dialettica politica nel nostro Paese. Nello scorso gennaio infatti la moneta era diventata uno dei terreni di scontro fra il governo gialloverde e la Francia. Alessandro Di Battista e Giorgia Meloni avevano mostrato lo stesso fac simile della una banconota francese utilizzata in alcuni paesi africani: il franco Cfa, ovvero delle Colonie Francesi d’Africa. Secondo Di Battista e Meloni, la Francia avrebbe utilizzato la moneta per esercitare un ruolo dominante, da colonizzatore, nel continente africano. Per lo stesso motivo anche Luigi Di Maio aveva attaccato la Francia.

La moneta, nata nel 1945, dovrà essere sostituita entro il 2020 dall’Eco. La modifica dovrebbe riguardare attualmente solo gli otto paesi dell’Unione economica e monetaria dell’Africa occidentale (WAEMU): Benin, Burkina Faso, Costa d’Avorio, Guinea-Bissau, Mali , Niger, Senegal e Togo. Il cambiamento di nome sarà accompagnato da due importanti riforme tecniche: la Banque de France non sarà più la banca cassa di riferimento per la valuta e i rappresentanti francesi che siedono negli organi della Banca centrale degli Stati dell’Africa occidentale (BCEAO) lasceranno il loro posto.

Secondo gli accordi monetari finora in vigore, gli Stati WAEMU hanno l’obbligo di depositare almeno il 50% delle loro riserve valutarie presso la Banque de France in cambio di una garanzia di convertibilità con l’euro. Nel 2015, hanno trasferito 19 miliardi di euro su questo conto. «Ha alimentato tutte le fantasie sui lingotti d’oro africani custoditi nelle casse di Parigi», ha detto l’entourage del presidente francese.

Detto ciò, nonostante la scomparsa del franco CFA, alcuni delle sue prerogative fondamentali rimarranno, poiché l’Eco manterrà una parità fissa con l’Euro e la sua garanzia di convertibilità sarà ancora fornita dalla Banque de France. I negoziati per realizzare questa riforma sarebbero iniziati, nella massima riservatezza, già a giugno, tra Emmanuel Macron e Ouattara, Presidente in carica di WAEMU. Fonti dell’Eliseo, secondo quanto riportato dal quotidiano Le Monde, riferiscono che era stata appurata l’opportunità di una finestra per la riforma una finestra «prima dell’anno delle elezioni in Costa d’Avorio».

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