La tragedia dimenticata della Siria, i raid non si fermano: 5 bambini uccisi dopo un bombardamento russo

La regione è ancora una volta un nodo cruciale nella guerra in Siria

Almeno 8 persone sono rimaste uccise in un bombardamento contro una scuola nella provincia di Idlib, in Siria. Tra le vittime dell’attacco, di matrice russa, ci sono almeno 5 bambini, che avevano rifugio nella scuola insieme ad altri profughi civili.

A dare la notizia è l’Osservatorio siriano per i diritti umani: l’attacco aveva per obiettivo il villaggio di Jubass, vicino alla città di Saraqeb, nel sud della provincia di Idlib.

La situazione a Idlib

Idlib, già devastata dagli assedi dell’Isis, si trova nel nord della Siria. Nelle ultime due settimane è al centro di una profonda crisi umanitaria: da dicembre è iniziata l’offensiva aerea del presidente siriano Bashar el Assad e dell’alleato Vladimir Putin, che hanno bombardato indistintamente le zone popolate dai civili. Oltre 80 mila profughi stanno scappando verso il confine turco.

A rendere noti i numeri Mohamed Halaj, direttore del Syria Response Coordination Group, che specifica che il numero di sfollati a partire da novembre è salito a 180 mila persone, con l’offensiva di Damasco, sostenuta da Russia e Iran, che non risparmia scuole, ospedali e moschee.

Screen da LiveuaMap

A partire da allora, sempre in base a quanto rivelato da Halaj, circa 1.300 civili sono rimasti uccisi negli attacchi sferrati dal regime di Assad, e sarebbero più di 2 milioni i civili a rischio crisi umanitaria.

La zona è un nodo cruciale per il conflitto tra le forze di Erdogan e quelle di Assad e Putin, perché si tratta dell’ultima roccaforte dei ribelli. I bombardamenti avvengono nonostante la provincia sia, a partire da settembre 2018, oggetto di un accordo tra Turchia e Russia, secondo cui l’obiettivo sarebbe la demilitarizzazione dell’area attraverso una “de escalation zone“. Dopo giorni di attacchi, ora le truppe di Assad si apprestano a entrare nella città di Maarrat an Numan.

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