Romania, i nostalgici commemorano il dittatore Ceaușescu a 30 anni dalla sua esecuzione

Nei suoi 24 anni al potere furono 300mila i morti, 8mila le esecuzioni sommarie e 5mila le condanne capitali

Il giorno di natale di 30 anni fa in Romania si chiudeva l’era Ceaușescu. Il dittatore fu fucilato insieme alla moglie Elena, dopo la sentenza pronunciata al termine di una camera di consiglio che durò appena 55 minuti.

Oggi, nel 30esimo anniversario della sua scomparsa, e dalla fine del suo regime, alcuni romeni nostalgici hanno deciso di portare fiori e accendere candele nel cimitero di Bucarest dove è sepolto l’ex dittatore comunista.

«Ho avuto la mia casa durante il suo dominio – dice uno di loro – per 30 anni ci sono state solo rapine e bugie: si può dire che il comunismo è stato negativo, ma durante il comunismo tutti hanno avuto un lavoro stabile», spiega uno dei nostalgici ai microfoni di Euronews.

Il dittatore è stato alla guida del Paese per 24 anni, fino al 1989, quando la rivoluzione partita da Timisoara portò alla caduta di uno degli ultimi regimi dell’est.

Durante i suoi anni al potere sono stati 300mila i morti, secondo i dati forniti dall’Istituto di ricerca sui crimini del comunismo. Ottomila le esecuzioni sommarie e 5mila le condanne capitali.

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