Torna “Holly e Benji”, ma questa volta si chiamerà “Capitan Tsubasa” (con la sigla di Cristina D’Avena)

Le nuove puntate, più vicine al manga originale, sono in rotazione su Italia 1. Da lunedì a venerdì alle 13.45

スポ根, spokon. La forma contratta di スポーツ 根性, tenacia sportiva. A leggerlo così, guardando solo i caratteri, forse queste parole non dicono molto. O meglio, non dicono nulla a chi non è appassionato di manga. Eppure chi è stato bambino negli anni ’90 ne avrà visto sicuramente uno, e basta un solo titolo per riaccendere una serie di emozioni lunga quanto un campo da calcio: Holly e Benji.


Ora questo anime è tornato in televisione. A partire dal 23 dicembre su Italia 1, ogni giorno da lunedì a venerdì, va in onda alle 13.45 Capitan Tsubasa, un remake più fedele al manga originale creato da Yōichi Takahashi nel 1981.

A cambiare prima di tutto saranno i nomi dei protagonisti, adattati nella serie italiana con dei nomi inglese. Lasciate perdere quindi Oliver Hutton e Benjamin Price, e preparatevi a conoscre Tsubasa Ozora e Genzo Wakabayashi. Niente paura per la sigla, è sempre di Cristina D’Avena la voce che la canta.

Fonte: YouTube | La prima sigla cantata da Cristina D’Avena di “Holly e Benji”

Lo spokon, la tenacia per arrivare in fondo alla partita

Gli spokon sono i manga, e per estensione gli anime, che si occupano di sport. Sono opere in cui ad essere protagonista è quella tenacia, tipica di una certa cultura giapponese. Quell’insieme di talento, allenamento, resilienza e forza di volontà in grado di affrontare qualsiasi battaglia.

Un insieme che in Holly e Benji abbiamo già visto nelle partite giocate fino all’ultima energia da Julian Ross, nei colpi dati con la palla medica agli alberi di Mark Landers e nelle parate con il volto di Bruce Harper. Tutti personaggi che ora vedremo con i loro nomi orginali, nell’ordine: Misugi Jun, Hyuga Kjiro e Ishizaki Ryo.

Fonte: YouTube | La sigla giapponese di un altro spokon: “Slam Dunk”

In Italia Holly e Benji è il più famoso, almeno fra gli appasionati di calcio. Ma un altro difficile da dimenticare è Attacker YOU!, arrivato in Italia come Mila e Shiro – Due cuori nella pallavolo. Del titolo inziale è rimasto quell’«Attack!» che Mila Hazuki era solita urlare mentre sferrava le sue leggendarie battute. «Attack!» che veniva puntualmente replicato durante le ore di ginnastica per benedire palloni che poi finivano addosso alle reti.

Fra quelli arrivati in Italia non si possono non citare altri due anime che hanno segnato l’immaginario di chi è riuscito a vederli. Prima un pezzo di storia dell’animazione giapponese: L’Uomo Tigre, anime del 1969 sul puroresu, variante del wrestling praticata in Giappone. Mentre il secondo, più ironico, è Slam Dunk, anime sulla pallacanestro del 1990 in cui Hanamichi Sakuragi scopre il basket solo per conquistare una ragazza.

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