Autostrade, nel Milleproroghe resta l’affidamento ad Anas in caso di revoca delle concessioni

Nel decreto, approvato «salvo intese» confermato lo stop ai maxi-risarcimento ad Aspi in caso di nuovo affidamento ad altro soggetto

Continua l’iter del decreto Milleproghe, che approvato ormai una settimana fa «salvo intese» è arrivato a Palazzo Chigi. Il testo, dopo le numerose limature del ministero dell’Economia, per conciliare le diverse sensibilità delle forze politiche, soprattutto sul tema delle concessioni autostradali, era già atteso nella giornata di ieri, 27 dicembre, sul tavolo del presidente della Repubblica per la firma definitiva del capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ma è giunto solo oggi al vaglio del presidente del Consiglio.


Il nodo autostrade, secondo quanto si apprende da fonti di agenzia, sarebbe stato sciolto. Nel testo della bozza definitiva del Milleproroghe si leggerebbe infatti che «in caso di revoca, di decadenza o di risoluzione di concessioni di strade o di autostrade», in attesa del nuovo affidamento, può assumerne la gestione l’Anas.

Se lo stop alla concessione deriva da suo inadempimento, al concessionario spetta “soltanto” il «valore delle opere realizzate, al netto degli ammortamenti» e questo anche nel caso in cui vi siano norme precedenti che stabilivano altro, perché sono «da intendersi come nulle». In pratica, in caso di revoca delle concessioni non si aprirebbero i maxi-risarcimenti a Società Autostrade: la posizione caldeggiata dal Movimento 5 Stelle, cioè di un Milleproroghe che apra alla possibilità della revoca, sembra quindi essere risultata vincitrice (nonostante i rilievi di incostituzionalità mossi da Aspi).

Nella bozza del Milleproghe sarebbe previsto anche lo slittamento dell’entrata in vigore della Rc familiare (posticipata al 16 febbraio) e il pagamento dei canoni per le spiagge. La norma sull’RC familiare prevede che, al rinnovo delle polizze, l’assicurato possa beneficiare della fascia assicurativa più bassa fra i veicoli di proprietà del suo nucleo familiare. Il decreto stabilisce, poi, che sia «sospeso dal primo gennaio 2020 al 30 giugno 2020 il pagamento dei canoni» per gli stabilimenti balneari e le «strutture dedicate alla nautica da diporto».

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