Concessioni, Autostrade per l’Italia contro il governo: nel Milleproroghe «rilevanti profili di incostituzionalità»

In una nota il Cda dell’azienda Autostrade spiega: «la società valuta ogni iniziativa volta a tutelare i diritti della stessa»

Il Consiglio di amministrazione di Autostrade per l’Italia ha preso in esame il testo della norma del Milleproroghe sulle concessioni autostradali e, «pur non potendo conoscere la versione definitiva delle disposizioni – si legge in una nota inviata dall’azienda ai ministeri dei Trasporti e dell’Economia e alla Presidenza del Consiglio – ha ritenuto, come già sottolineato da Aiscat, che lo stesso presenti rilevanti profili di incostituzionalità e contrarietà a norme europee. Per tale ragione la società sta valutando ogni iniziativa volta a tutelare i diritti della stessa».


Autostrade per l’Italia, Aspi, si legge ancora nella nota, «ha appreso da organi di informazione che il Consiglio dei Ministri nella seduta del 21 dicembre, in sede di adozione del decreto legge “Milleproroghe”, avrebbe approvato (con la formula salvo intese) delle disposizioni in materia di concessioni autostradali finalizzate, tra l’altro, a modificare ex lege alcune clausole della vigente Convenzione Unica di Autostrade per l’Italia (a suo tempo approvata con legge) in ordine alla revoca, decadenza o risoluzione meglio specificate nella bozza di decreto legge».

La società fa quindi sapere che sta valutando ogni iniziativa volta a tutelare i propri diritti «in termini di legittimità costituzionale e comunitaria delle disposizioni normative in merito ai principi di affidamento, di libertà di stabilimento e di concorrenza, di proporzionalità e di ragionevolezza».

«Tali disposizioni – aggiunge – sarebbero peraltro approvate in un decreto legge in assenza dei necessari requisiti di estrema urgenza e necessità, nonché di quelli di omogeneità del disposto normativo “Milleproroghe”. Anche alla luce delle recenti ordinanze del Tar Liguria di rimessione alla Corte Costituzionale delle disposizioni del Decreto Genova, la nuova norma appare irragionevole, non essendo assistita da alcuna congrua motivazione, con presunta valenza retroattiva. Già nel 2006 la Commissione Europea ha peraltro sancito che i contratti di concessione non sono modificabili in modo unilaterale, in forza dei principi della certezza del diritto e del legittimo affidamento».

Per effetto di ciò, prosegue la nota, il CdA di Autostrade «ha quindi deciso di «indirizzare al Ministero Concedente, nonché alla Presidenza del Consiglio e al Ministero dell’Economia, una comunicazione nella quale evidenzia che l’eventuale adozione di una norma con contenuti analoghi a quelli indicati nell’art.33 determinerebbe il verificarsi dei presupposti di cui all’art.9 bis comma 4 della Convenzione Unica e quindi la risoluzione di diritto della stessa. Ciò in ragione del “rispetto del principio di affidamento” e a tutela del patrimonio della società e di tutti gli stakeholders».

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