Chef Rubio sparito dalla tv (e in fuga dalle polemiche), in missione a Gaza: «Per un lungo periodo»

Dopo l’addio a Discovery, lo Chef parte per la Palestina

Chef Rubio ha deciso di buttarsi alle spalle gli scontri social con Matteo Salvini e le polemiche sui suoi copiosi tweet ed è partito per Gaza, in territorio palestinese, «per iniziare un periodo di cooperazione umanitaria con la ONG italiana ACS – Associazione Cooperazione e Solidarietà». Lo fa sapere in un comunicato stampa che spiega l’interruzione della presenza dello Chef su Discovery, dove conduceva i suoi famosi programmi di cucina, come Camionisti in Trattoria.


Rubio aveva già affrontato il tema con delle stories su Instagram, in cui aveva affermato in modo sibillino: «non avevo più la serenità, le motivazioni e l’energia per continuare a girare un qualcosa in cui sentivo di aver già dato tutto».

Secondo alcune indiscrezioni sembrava che l’interruzione dei rapporti con Discovery e la denuncia per istigazione all’odio razziale e per diffamazione sporta da Ilan Brauner, medico legale e membro della comunità ebraica di Treviso, fossero legate.

Gabriele Rubini ha fatto sapere oggi 28 dicembre che passerà un «lungo periodo» a sviluppare il suo attivismo sociale. Collaborerà con il progetto Gaza Freestyle Festival e si fermerà in Palestina anche oltre il 10 gennaio per raccontare Gaza attraverso i social.  

«Nonostante la Striscia di Gaza sia teatro di guerre e bombardamenti, con violazioni sistematiche dei diritti umani, la popolazione di Gaza cerca ogni mezzo possibile per sognare una vita libera», si legge nel comunicato, che continua: «dando una grande lezione di dignità umana a tutti e tutte noi. I giovani in particolare sono stati capaci di trasformare scenari di macerie in autentici palcoscenici su cui mettere in scena la propria arte, la propria esistenza e il proprio desiderio. Proprio grazie alle donazioni del GFF, che da anni sostiene lo spirito creativo e produttivo di Gaza con Carovane di Emergenza umanitaria sostenute da autotassazioni e da crowdfunding, si è riusciti a costruire il primo skatepark della regione, a ridosso del porto di GazaCity, oggi divenuto autentico luogo ricreativo e di ritrovo della città. Un’area Freestyle riconosciuta da tutte le crew di Gaza».

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