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La Turchia invia in Libia «trecento» mercenari siriani per fermare l’avanzata del generale Haftar

L’ingaggio avrebbe una durata di 3-6 mesi e un compenso tra i 2 mila ed i 2.500 dollari

Sono circa 300 i mercenari siriani inviati a Tripoli dalla Turchia per fermare l’avanzata del generale Haftar. Lo riportano diversi media internazionali citando l’Osservatorio siriano per i diritti umani.


Altri 900-1000 miliziani sarebbero stati invece trasferiti in campi di addestramento turchi in attesa di partire per la Libia. L’ingaggio avrebbe una durata di 3-6 mesi e un compenso tra i 2 mila ed i 2.500 dollari.


Già questa mattina, 29 dicembre, era giunta la notizia che un ex pilota dell’aviazione turca avrebbe informato Babak Taghvaee, autore e storico esperto di Difesa, di alcune manovre di Ankara per trasferire mercenari siriani in Libia. Dopo aver combattuto nel Syrian National Army, circa 800 «jihadisti» – come li definisce l’autore dei tweet – sono partiti da Ankara e Istanbul a bordo di 5 aerei per raggiungere Tripoli.

L’obiettivo del trasferimento coordinato – a quanto sembrerebbe – dalle autorità turche, sarebbe quello di supportare Fayez al-Sarraj e il suo Governo di Accordo Nazionale della Libia (Gna), riconosciuto dalla comunità internazionale. Al-Sarraj si trova in difficoltà, con Tripoli asserragliata delle forze del generale Khalifa Haftar (Lna) il quale ambisce al controllo della nazione.

In copertina: foto generica

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