Cos’ha detto Mattarella nel discorso di fine anno, spiegato in 3 minuti

di OPEN

Fiducia, civismo e climate change. Le tre parole centrali del discorso di Mattarella

Quinto discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella con al centro il tema dell’identità nazionale e della fiducia, la parola che più spesso ha risuonato nel suo discorso. Il presidente ha rivolto i suoi tradizionali auguri agli italiani da una location inedita, la Palazzina Gregoriana, il nucleo più antico del palazzo del Quirinale.

Il capo dello Stato ha esordito parlando del decennio che si sta concludendo «un decennio impegnativo, contrassegnato da una lunga crisi economica e da mutamenti tanto veloci quanto impetuosi. In questo tempo sono cambiate molte cose attorno a noi, nella nostra vita e nella società».

«Si tratta – ha aggiunto il presidente – di un’occasione per pensare – insieme – al domani. Per ampliare l’orizzonte delle nostre riflessioni; senza trascurare il presente e i suoi problemi, ma rendendosi conto che il futuro è già cominciato».

L’Italia vista da fuori

Il presidente, nel passaggio forse più significativo del suo discorso, ha rivolto un appello a guardare il nostro Paese come lo si potrebbe vedere dall’alto e come veniamo visti dall’estero. «Mi è stata donata poco tempo fa una foto dell’Italia vista dallo spazio – ha detto il capo dello Stato – Ve ne sono tante sul web, ma questa mi ha fatto riflettere perché proviene da una astronauta, adesso al vertice di un Paese amico. Vorrei condividere con voi questa immagine. Con un invito: proviamo a guardare l’Italia dal di fuori, allargando lo sguardo oltre il consueto. In fondo, un po’ come ci vedono dall’estero».

Altro ricordo è quello della governatrice generale del Canada, Julie Payette, ex astronauta. All’estero, ha aggiunto il capo dello Stato, «vedono il nostro bel Paese, proteso nel Mediterraneo e posto, per geografia e per storia, come uno dei punti di incontro dell’Europa con civiltà e culture di altri continenti. Questa condizione ha contribuito a costruire la nostra identità, sinonimo di sapienza, genio, armonia, umanità».

La fiducia

Altro tema centrale del discorso è stato quello della fiducia. In sè stessi e come nazione: «L’Italia riscuote fiducia. Quella stessa fiducia con cui si guarda, da fuori, verso il nostro Paese deve indurci ad averne di più in noi stessi, per dar corpo alla speranza di un futuro migliore». Bisogna «aver fiducia e impegnarci attivamente nel comune interesse. Disponiamo di grandi risorse. Di umanità, di ingegno, di capacità di impresa. Tutto questo produce esperienze importanti, buone pratiche di grande rilievo».

«Per promuovere fiducia- ha continuato il presidente – è decisivo il buon funzionamento delle pubbliche istituzioni che devono alimentarla, favorendo coesione sociale».

Il divario Nord-Sud

Per Mattarella «è necessario ridurre il divario che sta ulteriormente crescendo tra Nord e Sud d’Italia. A subirne le conseguenze non sono soltanto le comunità meridionali ma l’intero Paese, frenato nelle sue potenzialità di sviluppo».

Il clima e i giovani

Fra gli argomenti affrontati dal capo dello Stato anche il cambiamento climatico, che ha visto milioni di giovani scendere in piazza nell’anno appena trascorso. Le nuove generazioni hanno «chiara la percezione che i mutamenti climatici sono questione serissima che non tollera ulteriori rinvii nel farvi fronte. Le scelte ambientali non sono soltanto una indispensabile difesa della natura nell’interesse delle generazioni future ma rappresentano anche un’opportunità importante di sviluppo, di creazione di posti di lavoro, di connessione tra la ricerca scientifica e l’industria».

Il civismo

La seconda parte del discorso del Presidente è quella più prettamente politica. Mattarella parla del civismo come «una virtù da coltivare insieme» quella «del rispetto delle esigenze degli altri, del rispetto della cosa pubblica. Argina aggressività, prepotenze, meschinità, lacerazioni delle regole della convivenza».

A tal proposito ha ricordato che gli è stata donata una sedia da un’associazione di disabili, con una scritta: «Quando perdiamo il diritto di essere differenti,perdiamo il privilegio di essere liberi». Per il presidente la frase «esprime appieno il vero senso della convivenza».

L’Italia autentica dell’altruismo e del dovere

Mattarella ha poi ricordato come esempi i tre vigili del fuoco morti ad Alessandria e il sindaco di Rocca di Pappa. «Nel ricordare che il dolore dei familiari, dei colleghi, di tutto il Paese non può estinguersi – ha detto il capo dello Stato – vorrei sottolineare che quell’evento sembra offrire degli italiani due diverse immagini che si confrontano: l’una nobile, l’altra che non voglio neppure definire».

Poi il passaggio su cui la politica discuterà di più e certamente qualcuno vedrà un riferimento a Matteo Salvini: «L’Italia vera è una sola: è quella dell’altruismo e del dovere. L’altra non appartiene alla nostra storia e al sentimento profondo della nostra gente”. E il ricordo più toccante: “Quella autentica è l’Italia del Sindaco di Rocca di Papa, Emanuele Crestini. Nell’incendio del suo municipio ha atteso che si mettessero in salvo tutti i dipendenti, uscendone per ultimo. Sacrificando così la propria vita».

I rischi dei social network

Il Presidente della Repubblica ha poi affrontato i rischi connessi all’utilizzi dei social network «occasione per ampliare conoscenze, poter dialogare con tanti per esprimere le proprie idee e ascoltare,con attenzione e rispetto, ma che spesso si trasformano “in strumento per denigrare, anche deformando i fatti. Sovente ricorrendo a profili fittizi di soggetti inesistenti per alterare lo scambio di opinioni, per ingenerare allarmi, per trarre vantaggio dalla diffusione di notizie false».

Il saluto a Papa Francesco e Luca Parmitano

Non è mancato il saluto a Papa Francesco che svolge «suo alto magistero con saggezza e coraggio e che mostra ogni giorno di amare il nostro Paese, a partire da coloro che versano in condizioni di bisogno e da chi, praticando solidarietà, reca beneficio all’intera comunità civile».

La conclusione è affidata alle parole dell’astronauta Luca Parmitano «mi ha trasmesso un messaggio che faccio mio: la speranza consiste nella possibilità di avere sempre qualcosa da raggiungere. E’ questo l’augurio che rivolgo a tutti voi».

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