Carlos Ghosn, emesso mandato d’arresto per l’ex presidente Nissan. In manette altre sette persone

L’uomo era già finito in manette nel novembre 2018, in Giappone, con l’accusa di frode fiscale e industriale

Secondo i media locali, sono in tutto sette le persone arrestate in Turchia nell’ambito delle indagini sulla fuga di Carlos Ghosn in Libano. Intanto, a Tokyo gli inquirenti hanno deciso di perquisire la casa dell’ex presidente di Nissan-Renault.

Le immagini andate in onda sulla tv giapponese hanno mostrato agenti di polizia vestiti di scuro che entrano nell’abitazione e in altri luoghi frequentati da Ghosn prima delle fuga.

È di oggi, 2 gennaio, la notizia dell’Interpol che ha emesso un mandato d’arresto per Carlos Ghosn e lo ha comunicato alle autorità del Libano, dove si trova al momento l’ex presidente di Nissan-Renault. A darne la notizia è stata Skynews.

Lo scorso 31 dicembre l’uomo è scappato dal Giappone, per arrivare in Libano dalla Turchia. Ankara ha aperto un’indagine sul passaggio dell’ex presidente del gruppo automobilistico.

Ghosn era stato arrestato nel 2018, in Giappone. I capi di imputazione a suo carino erano di frode fiscale e industriale. Dopo diversi mesi in carcere, a Ghosn era stata concessa la libertà vigilata, un provvedimento che gli impediva di usare internet e di chiamare la moglie più di una volta a settimana.

Ghosn ha ammesso di essere fuggito dal Giappone non per evitare il processo ma per scappare «dall’ingiustizia del sistema giapponese», che secondo l’ex dirigente non gli avrebbe permesso di difendersi adeguatamente.

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