Fuga dal M5S: lasciano anche Rospi e Angiola

I deputati approderanno al gruppo misto. La decisione di Angiola, spiega, «non è da porsi in connessione con quella di altri colleghi parlamentari, come Lorenzo Fioramonti»

Il deputato pugliese Nunzio Angiola e quello lucano Gianluca Rospi lasciano il M5S e aderiscono al gruppo misto.

L’addio di Angiola

«Ho deciso, con grande rammarico, di abbandonare il M5S. Il mio dissenso – ha dichiarato Angiola – non deriva da un mio personale cambiamento di opinioni, ma dalla presa d’atto che, chi più chi meno, i vertici del Movimento hanno preferito trincerarsi in una chiusura pregiudiziale nelle proprie granitiche convinzioni. La mia odierna decisione non è da porsi in connessione con quella di altri colleghi parlamentari, come Lorenzo Fioramonti», annuncia Angiola.

«Come avevo ripetutamente preannunciato – chiarisce ancora Angola – per una serie di meditate e rilevanti ragioni ho dato il mio voto di fiducia al Governo di Giuseppe Conte, ma non ho votato la Legge di Bilancio. Ho manifestato vivo disappunto per la compressione delle prerogative parlamentari e per l’approvazione di provvedimenti che, nella mia qualità di professore ordinario nell’Università, non potevo assolutamente accettare», spiega il parlamentare pugliese.

L’onorevole Nunzio Angiola

E attacca: «Ho più volte denunciato scarsa collegialità e scarsa attenzione ai singoli parlamentari, sia come persone sia come professionisti, con tutte le conseguenze che ciò può comportare in termini di “visibilità” dei territori nelle scelte legislative e di Governo».

«Vorrei, infine, rassicurare i cittadini e i sindaci del mio Collegio elettorale. Il mio impegno per il Paese, il territorio murgiano e per l’Università non si ferma qui, e non si fermerà mai. Continuerà – in modo più determinato e incisivo – come parlamentare della Repubblica Italiana, nel Gruppo Misto» conclude.

Nonostante il chiarimento di Angiola, secondo diverse fonti il deputato sarebbe pronto a entrare nel nuovo gruppo “Eco” dell’ex ministro dell’Istruzione Fioramonti. Lo scorso 30 dicembre, dopo l’annuncio delle dimissioni del ministro, Angiola aveva scritto in un post su Facebook: «Caro Lorenzo, vorrei farti giungere la mia comprensione e la mia solidarietà.
Permettimi di citare un grande scrittore e pedagogista che tu, per quello che mi risulta, apprezzi moltissimo, ossia Gianni Rodari, quando affermava che “È difficile fare le cose difficili”».

Caro Lorenzo, vorrei farti giungere la mia comprensione e la mia solidarietà. Permettimi di citare un grande scrittore…

Gepostet von Nunzio Angiola am Montag, 30. Dezember 2019

«Fare le cose difficili – continuava – è infatti dannatamente difficile. Ma imparare a farle è necessario. In certi casi, nella vita occorre fare un passo indietro, per farne poi due in avanti».

Rospi: «Gestione verticistica e oligarchica»

«Lascio il M5S – chiarisce invece Gianluca Rospi – e passo al Gruppo Misto perché non è più tollerabile una gestione verticistica e oligarchica. Ho consegnato al Presidente della Camera, Roberto Fico, la mia decisione di lasciare il gruppo parlamentare M5S e di approdare al Gruppo Misto, scelta che non è da ritenersi attinente a quella di altri colleghi che in questi giorni stanno lasciando il movimento», spiega.

«In queste festività ho riflettuto tanto e, per svariate ragioni, in primis il non condividere la Manovra di Bilancio approvata di recente e la mancanza di collegialità nelle decisioni all’interno del gruppo, ho maturato l’idea di lasciare, con grande rammarico, il Movimento 5 Stelle”, spiega Rospi. «Manovra di Bilancio a parte, non è più tollerabile una gestione verticistica e oligarchica del Gruppo parlamentare con il risultato che ristrette minoranze decidono per la maggioranza; il M5S non vuole più dialogare, con la base che si limita a veicolare le scelte prese dall’alto senza più essere portatrice di proposte».

«Non è un cambio di opinione ma la semplice presa d’atto di una chiusura del MoVimento nei miei confronti». aggiunge. «Lasciatemi dire anche che oggi ho l’impressione che nel Nostro Paese ci sia un atteggiamento passivo nei confronti del presente; un atteggiamento in grado di sgretolare uno dei pilastri del nostro stare insieme e del nostro modo di guardare al futuro. È come se si pretendesse di avere diritto a un domani migliore senza essere consapevoli che bisogna saperlo conquistare, costruendolo insieme e da protagonisti, convinti che “i legami che hanno senso, riprendendo le parole di Silvia Vegetti Finzi, non limitano l’io ma gli danno forza e significato.”».

«Con questo spirito – conclude Rospi – sono entrato in Parlamento il 4 marzo del 2018, rinunciando ad altri prestigiosi traguardi conquistati negli anni passati. Ed ancora più determinato di prima mi preme rassicurare i cittadini, i Vescovi e i sindaci del mio Collegio ai quali dico che continuerò nell’impegno preso come parlamentare della Repubblica Italiana, questa volta però dal Gruppo Misto».

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