Attentati a Foggia, sequestrati armi, munizioni da guerra e ordigni esplosivi. Lamorgese: «È la risposta dello Stato»

Tra il materiale sequestrato nel corso delle circa 100 perquisizioni compiute questa mattina c’è anche un ordigno esplosivo di oltre tre chilogrammi

Armi, munizioni da guerra e ordigni esplosivi sono stati sequestrati durante le circa 100 perquisizioni compiute a Foggia dopo tre attentati intimidatori e un omicidio. Lo rende noto la Dda di Bari che in una nota del procuratore Giuseppe Volpe «plaude all’iniziativa delle Forze di Polizia che, all’esito di una riunione di coordinamento tenutasi in Bari anche con la partecipazione della Procura di Foggia, questa notte hanno eseguito d’iniziativa numerose perquisizioni sequestrando armi, munizioni da guerra e ordigni».


Tra il materiale sequestrato nel corso delle circa 100 perquisizioni compiute questa mattina a Foggia c’è anche un ordigno esplosivo di oltre tre chilogrammi. Sull’ordigno sono in corso accertamenti per stabilire se si tratti di materiale esplosivo «solitamente utilizzato per compiere attentati dinamitardi o di materiale esplodente usato per la fabbricazione di fuochi pirotecnici», precisa la procuratrice di Foggia, Ludovica Vaccaro. Durante le operazioni di questa mattina sono stati anche sequestrati un fucile e delle munizioni. Tre persone sono state arrestate per vari reati.

Sono finiti nel mirino di polizia, carabinieri e finanzieri i rioni popolari Candelaro (zona piastre), nelle vicinanze del luogo dove giovedì scorso è stato ucciso Roberto D’Angelo, e il rione Cep. Numerosissime, scrive l’Ansa, le perquisizioni eseguite nelle abitazioni di «soggetti sensibili» – così come vengono definiti dagli stessi investigatori. Cinturati anche il cosiddetto ‘palazzone ex ONPI’ di corso del Mezzogiorno, la palazzina di alloggi popolari alla periferia di Foggia e l’ex distretto militare in Via Fuiani.

Il plauso di Lamorgese

«Grande soddisfazione» esprime in una nota la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. «Grazie alla magistratura e alle centinaia di donne e uomini delle Forze di polizia che hanno effettuato controlli e perquisizioni in diversi quartieri della città: è stata data una risposta immediata ai recenti episodi delittuosi che hanno colpito quel territorio».

La massiccia operazione «conferma la massima attenzione e lo straordinario sforzo, sia sul versante investigativo che su quello repressivo, per dare risposte concrete ed efficaci al fine di contrastare l’aggressione criminale», dice ancora Lamorgese. I cittadini «devono avere fiducia nell’azione delle istituzioni, tutte insieme impegnate per garantire sicurezza e tutela della legalità nella città e nella provincia di Foggia».

Per il procuratore della Dda di Bari Giuseppe Volpe, con le perquisizioni e i sequestri di armi, munizioni da guerra ed ordigni esplosivi compiuti la notte scorsa a Foggia «lo Stato ha fornito dimostrazione della capacità di reazione di fronte all’aggressione della criminalità manifestatasi nei primi giorni del nuovo anno» con tre attentati intimidatori ed un omicidio.

«Abbiamo voluto ribadire la presenza dello Stato in città», aggiunge la procuratrice di Foggia, Ludovico Vaccaro. «Queste bombe, questi attentati impoveriscono la città e ne impediscono lo sviluppo – rileva Vaccaro -. I cittadini sono stanchi di vedere le serrande dei negozi chiuse o divelte dalle bombe. Vogliono vedere attività commerciali aperte che lavorano e generano economia e danno posti di lavoro».

In copertina i rilievi in via Candelaro dove è stato ucciso Roberto D’Angelo alla periferia di Foggia, 3 gennaio 2020. ANSA/ Franco Cautillo

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