Inneggia a Mussolini su Facebook: chieste le dimissioni del vicesindaco di Cesinali

A denunciare il caso l’associazione “I giovani della Valle del Sabato”, che richiede all’amministrazione comunale di «prendere chiaramente le distanze dalle ideologie che ispirano il nostro vicesindaco»

Mussolini? «È un politico che servirebbe ora», scriveva sul proprio profilo Facebook Pasquale De Vito, vicesindaco di Cesinali, comune in provincia di Avellino. Un profilo, quello di De Vito, in cui si alternavano comunicazioni di natura istituzionale a post di elogio verso il Duce. 

A sollevare il caso è stata l’associazione “I giovani della Valle del Sabato” che, assieme alle Sardine di Avellino, ha richiesto le dimissioni del vicesindaco, sollecitando l’amministrazione comunale del comune irpino a «prendere chiaramente le distanze dalle ideologie che ispirano il nostro Vicesindaco».

«Chiediamo – si legge ancora nel comunicato – che il comune si doti di un canale di comunicazione ufficiale e univoco, in modo da poter tenere la cittadinanza informata delle questioni comunali senza dover fare uno slalom tra una effige ed un busto di un dittatore, per esempio».

«Sono decine i contenuti postati dal Vicesindaco che esprimono anche calorosamente il proprio sostegno o consenso nei confronti di quanto più antidemocratico sia esistito nel nostro Paese», prosegue l’associazione. 

«Frasi inneggianti il fascismo e in generale la dittatura più vergognosa che ha caratterizzato un periodo storico lontano quasi un secolo, non vorremmo più leggerle e soprattutto vorremmo che queste mentalità rimanessero ben distanti dalla cosa pubblica», chiosano “I giovani della Valle del Sabato”. 

«Un caso su cui si è altresì posato lo sguardo di Enzo Maraio, segretario nazionale del Psi, che ha commentato: «(De Vito) vive la propria vita con 80 anni di ritardo. Chi amministra una comunità è il primo baluardo delle istituzioni democratiche». 

«Chiederò ai nostri rappresentanti in Parlamento di promuovere una interrogazione al ministro dell’Interno sul suo comportamento totalmente anti costituzionale – prosegue Maraio – Si dovrebbe dimettere per dignità e rispetto della sua intera comunità!». 

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