«A rischio 200 gallerie autostradali»: l’indagine shock (agli atti anche un dossier del Ministero)

Il documento del Mit è finito agli atti dell’inchiesta sulla galleria Bertè. La risposta di Autostrade: «Sono in corso i lavori nel 90% delle gallerie. Per il restante 10% sono in attesa le gare d’appalto»

105 sulla rete in concessione ad Autostrade, 90 ad altre società. Dall’indagine sul crollo della galleria Bertè, sull’A26, emerge un dato eclatante: «In Italia ci sono 200 gallerie a rischio crollo».

Non è tutto. L’esistenza di decine di gallerie non a norma era un fatto risaputo: il consiglio superiore dei lavori pubblici del Mit aveva informato delle 105 gallerie a rischio gestite da Aspi. Ne erano a conoscenza la direzione generale del Ministero delle Infrastrutture, Autostrade, il dipartimento dei vigili del fuoco e i provveditorati alle Opere pubbliche.

Un estratto dall’articolo pubblicato da Repubblica che ha visionato il dossier

A riportarlo questa mattina, 10 gennaio, sono i quotidiani La Stampa e Repubblica che hanno potuto visionare il dossier, ora finito agli atti dell’inchiesta sul crollo della galleria Bertè che figura, per l’appunto, tra quelle a rischio.

Questi 105 tunnel, insieme ai 90 gestiti da altre società, presentano «pericoli di incidenti e crolli». Non rispettano le direttive europee: non hanno sistemi di sicurezza, vie di fuga, corsie di emergenza, sono soggetti a infiltrazioni di acqua. In poche parole, non sono in regola.

Il documento del Mit è finito agli atti dell’inchiesta sulla galleria Bertè, nella quale lo scorso dicembre si è staccata una parte del soffitto. L’inchiesta è al momento contro ignoti, l’ipotesi di reato è quella di crollo colposo. Delle 105 gallerie a rischio gestite da Aspi, una decina si trovano tra Piemonte, Liguria ed Emilia-Romagna.

Sulla A26, emerge sempre dal dossier, ci sarebbero la Turchino e la Mottarone; la Coronata sulla A10, vicina al Ponte di Genova; sulla a A12 sono a rischio la Veilino, la Monte Sperone e la Maddalena; sulla A7 la Genova-Milano Serravalle, la Monreale e la Monte Galletto; sulla A23 la Tarvisio; sulla A14 la Pedaso. L’elenco è lunghissimo.

Ora rimane da appurare se il dossier, consegnato dal consiglio superiore dei lavori pubblici del Mit, è stato ignorato oppure se i vari organi si sono mossi per mettere in regola le gallerie.

La risposta di Aspi

Intanto Aspi ha reso noto che «l’adeguamento degli impianti nelle gallerie gestite dalla società», e citate dal rapporto del Consiglio dei lavori pubblici, «è in corso nel 90% dei casi (in alcuni già concluso), mentre per il restante 10% sono in corso le gare d’appalto per l’aggiudicazione dei lavori».

Autostrade (Aspi), inoltre, ha sottolineato come già nell’aprile 2019 aveva già comunicato al Mit la lista di misure compensative adottate per l’adeguamento degli impianti delle gallerie appartenenti ai corridoi transeuropei.

Leggi anche: