Libia, Conte ci riprova: Al-Sarraj a palazzo Chigi. La missione del governo sull’immediato cessate il fuoco

Il premier italiano tenta ancora la carta della mediazione diplomatica per dare un freno all’escalation in Libia.

Il capo del governo di Tripoli, Fayez al Sarraj, è arrivato a Roma per incontrare a Palazzo Chigi il premier Giuseppe Conte. Presente anche il direttore dell’Aise, capo dell’intelligence italiana, Luciano Carta, che aveva partecipato anche all’incontro della scorsa settimana con il generale Khalifa Haftar.

Il premier italiano tenta ancora la carta della mediazione diplomatica per dare un freno all’escalation in Libia, dopo la strada parzialmente fallita che aveva tentato lo scorso mercoledì, quando aveva accolto Haftar a palazzo Chigi, ma aveva anche incassato il dietrofront di Al-Sarraj, atteso quel giorno a Roma.

Della tregua a Tripoli, proposta nei giorni scorsi da Russia e Turchia e sostenuta anche dall’Italia, che dovrebbe scattare domenica, è rimasto infatti per ora solo l’annuncio: in Libia si combatte, su diversi fronti e con maggiore ferocia. Haftar, che ha respinto l’idea di un cessate il fuoco,  ha rivendicato di aver ucciso una ventina di combattenti e di aver distrutto almeno due carri armati emiratini.

Sull’importanza del ruolo dell’Italia nella risoluzione del conflitto ha insistito anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, che questa settimana ha visto l’agenda piena di incontri internazionali sul Paese nordafricano. «Credo che l’Europa debba smettere anche di piangersi addosso», ha detto arrivando a un incontro elettorale a Scandiano, nel Reggiano. «Perché sia sulla Libia e sia sul tema dell’Iran possiamo fare tantissimo se ragioniamo con una sola voce».

«Lo ha dimostrato questa ultima settimana – ha proseguito – perché ieri (10 gennaio, ndr), al Consiglio degli Affari esteri che si è tenuto a Bruxelles, la Germania ha riconosciuto i meriti del fatto che abbiamo iniziato a fare squadra. E anche quelli dell’Italia che, in prima linea, ha cominciato a dare una mano alla Conferenza di Berlino».

«A breve – ha concluso Di Maio – potremmo avere una data per mettere attorno a un tavolo tutti coloro che stanno portando avanti quella guerra per procura che c’è in Libia, e finalmente ragionare per un cessate il fuoco e una pacificazione».

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