«Azzolina dimettiti»: cresce il fronte di chi invoca le dimissioni della neoministra della scuola

Lucia Azzolina, nominata ministra della Scuola dopo le dimissioni di Lorenzo Fioramonti, è accusata di plagio per aver inserito nella sua tesi di laurea molti passaggi copiati integralmente da altri volumi

«Fare peggio del ministro Fioramonti sembrava impossibile. E invece Azzolina ci stupisce: non solo si schiera contro i precari ma ora scopriamo che copia pure le tesi di laurea. Un ministro così non ha diritto di dare (e fare) lezioni. Roba da matti. Si vergogni e vada a casa». Matteo Salvini va all’attacco della ministra M5s Lucia Azzolina, nominata insieme a Gaetano Manfredi per sostituire Lorenzo Fioramonti al ministero dell’Istruzione.

L’accusa di plagio

Il riferimento è all’articolo del linguista Massimo Arcangeli che, su Repubblica, accusa la neoministra di aver copiato buona parte della sua tesi di specializzazione. Lunghi passaggi dell’elaborato, presentato all’Università di Pisa, sarebbero ripresi da testi scritti da terzi e non virgolettati, senza citare le fonti, facendoli passare per propri.

Tra i volumi “scippati”, Arcangeli cita il Dizionario di psicologia di Umberto Galimberti, il Trattato di psichiatria edito di Masson e il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali.

La Lega attacca

Deputati e senatori leghisti, in queste ore, stanno criticando aspramente la ministra attraverso i propri profili social. «Quanto riportato dalle colonne di Repubblica – dichiara la deputata della Lega Giorgia Latini, vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera – è gravissimo. Chiederemo al ministro Azzolina di venire subito in Aula a riferire e di rassegnare immediate dimissioni, come già in passato hanno fatto i suoi omologhi in altri Paesi, perché gli italiani e il mondo della scuola meritano rispetto e verità».

La vicepresidente della commissione Cultura alla Camera se la prende anche con il governo Conte Due: «Che il governo giallorosso nutrisse scarsa considerazione per la scuola e l’istruzione era evidente dai tagli in Legge di Bilancio, ma la nomina di un ministro che ha fatto con i copia-incolla la propria tesi aggiunge la beffa al danno».

«Che dice il Movimento 5 stelle – si domanda il capogruppo leghista alla Camera, Riccardo Molinari – in merito alle rivelazioni di stampa che accuserebbero di plagio la loro ministra Azzolina? Perché è calato il silenzio, oggi, nel partito che ha sempre gridato allo scandalo e additato, Azzolina in primis, come mostri gli avversari politici nel nome della trasparenza e dell’onestà? Se ha qualcosa da dire Azzolina lo dica, altrimenti chieda scusa e si faccia da parte».

L’economista della Lega Alberto Bagnai ricorda che all’estero, per un caso analogo, nove anni fa un ministro si dimise: «Appena hanno capito che si chiamava AzzolinA e non Azzolini è uscito fuori questo! Ora facciamo come la Germania, dove Guttenberg, nel 2011, si dimise. Avete vilipeso il vostro Paese dipingendolo come un focolaio di corruzione? Ora seguite i vostri modelli».

Foto in copertina da Facebook

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