Renzi all’attacco del M5S sul caso Azzolina: «Doppia morale, contro la Madia voi…»

Per l’ex premier, quella dei 5 Stelle è «ipocrisia, allo stato puro». E ricorda gli attacchi a Marianna Madia per una vicenda simile

L’ex presidente del Consiglio Matteo Renzi mette nel mirino il Movimento 5 Stelle per il caso della neoministra pentastellata Lucia Azzolina, finita nella bufera per presunti plagi nel suo lavoro finale alle Scuole di Specializzazione. Scrive il leader di Italia Viva nella sua periodica enews, nel consueto “pensierino della sera”: «Non so se questa accusa sia vera o falsa. E aggiungo che mi interessa molto di più capire che idee abbia il Paese sul futuro della scuola, non sul passato del ministro. C’è una cosa però che mi sembra molto ingiusta: la doppia morale».

E rincara la dose nei confronti di quello che è, nei fatti, un alleato di governo: «Molti deputati grillini e il quotidiano Il Fatto Quotidiano attaccarono pesantemente infatti Marianna Madia per una presunta accusa di plagio che una commissione ufficiale – chiamata a verificare – escluse ufficialmente. Per molto meno, insomma, alla Madia fu fatto un processo sui social, sui media, nei talk show. Oggi di Lucia Azzolina i grillini e Il Fatto Quotidiano non parlano. Zitti, silenzio, imbarazzo».

Per Renzi quella dei 5 Stelle è «ipocrisia, allo stato puro». Per l’ex segretario del Pd però non si tratta di «niente di sorprendente, sia chiaro: si chiama doppia morale. L’abbiamo già vista sulle banche, sui processi, sui finanziamenti al Blog di Beppe Grillo». Arriva poi il messaggio di solidarietà a Marianna Madia: «Essere ormai abituato all’ipocrisia senza fine di questa doppia morale non mi impedisce di mandare un grande abbraccio a Marianna per ciò che ha dovuto sopportare. Siamo in partiti diversi, lo so, ma il rispetto della verità è più importante dell’appartenenza politica».

Una enews, quella di Renzi, che spazia dalla crisi Usa-Ira alla Turchia, gli 80 euro (da estendere): «Ricordo – chiosa Renzi – quando mi accusavano di aver introdotto gli 80€ solo come mancia elettorale: a sei anni di distanza si sono resi conto che quella misura aiuta i consumi ed è giustizia sociale per il ceto medio. Adesso la sfida è continuare nell’aumento dei salari anche per altre fasce di reddito: bene così».

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