Airola (M5s) contro Vespa dopo lo spot di Salvini: «Va cacciato senza risarcimento»

Per il senatore, il conduttore – che si era scusato – «è tanto in malafede, quanto arrogante, prendendo in giro la Rai e i telespettatori. Ha favorito Salvini, con uno share di più di 24 milioni di telespettatori a pochi giorni dal voto»

Il senatore pentastellato Alberto Airola, dopo l’intervento elettorale senza contraddittorio di Matteo Salvini durante l’intervallo di Juventus-Roma, anticipazione di Porta a Porta, chiede a gran voce le dimissioni di Bruno Vespa. L’attacco in un post pubblicato sulla pagina Facebook del senatore indirizzato all’ad Rai, Fabrizio Salini.

«Vespa – scrive Airola- ha un contratto da consulente esterno non da giornalista (per prendere più soldi)». Inoltre «la Rai non ci ha ancora detto come è collocato in quanto consulente, probabilmente artista». Airola ricorda anche che «siamo in par condicio, quindi per lui è vietato ospitare politici, né tantomeno nel contesto della partita».

Gentile AD Salini, 1) Vespa ha un contratto da consulente esterno, non da giornalista (per prendere più soldi) 2) la…

Gepostet von Alberto Airola am Sonntag, 26. Januar 2020

Airola non crede che quello di Vespa sia stato un errore involontario: «Quella che si chiama svista – scrive ancora – denota che, essendo lui un professionista, sapeva benissimo che cosa stava facendo. Quindi è tanto in malafede, quanto arrogante, prendendo in giro la Rai e i telespettatori. Ha favorito Salvini, con uno share di più di 24 milioni di telespettatori a pochi giorni dal voto».

Perciò, affonda ancora, sarà «difficilissimo rimediare al danno in così poco tempo». Quindi, conclude Airola, «Vespa va cacciato dalla Rai con ignominia e senza alcun risarcimento…. anzi».

La Rai, tramite una nota di Bruno Vespa, si era scusata per l’episodio assicurando che «la rete provvederà al riequilibrio». «Gli spot con Zingaretti e con Salvini sono andati entrambi in onda nell’intervallo delle partite di Coppa Italia – aveva spiegato il conduttore – Per una svista della redazione, di cui mi assumo come sempre la responsabilità, il tempo di parola di Salvini è stato maggiore di quello di Zingaretti (che ha condiviso lo spazio con Giorgia Meloni) e di maggiore impatto politico. Proporrò alla direzione di Raiuno di riequilibrare le posizioni giovedì 23 nello spot di Porta a porta che andrà durante Don Matteo», aveva concluso Vespa.

Lo “spot” era stato condannato in diretta anche dal segretario del Partito Democratico che su Twitter aveva scritto: «A Salvini consentito dalla Rai un solitario comizio durante l’intervallo della partita Juventus-Roma in piena campagna elettorale per l’Emilia-Romagna. Mai così in basso, altro che libertà e autonomia e lo chiamano servizio pubblico».

Leggi anche: