Coronavirus, l’Oms ammette: «Il rischio è alto». Gli Stati Uniti avvertono: «Evitare i viaggi in Cina»

Per il direttore del dipartimento malattie infettive dell’istituto superiore di Sanità, Gianni Rezza, la correzione dell’Oms «potrebbe essere un preludio alla dichiarazione di emergenza globale»

È l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) a mettere nero su bianco che il rischio globale derivante dal coronavirus cinese è «elevato». L’organismo Onu ha anche ammesso un errore nei precedenti report in cui riferiva che il rischio fosse soltanto «moderato».

Una dichiarazione che secondo il direttore del dipartimento malattie infettive dell’istituto superiore di Sanità, Gianni Rezza, «potrebbe essere un preludio alla dichiarazione di ’emergenza globale’ da parte della stessa Oms». Una decisione che Rezza ritiene anche «politica nei confronti della Cina».

Esperti Hong Kong: picco a fine aprile

Secondo un team di esperti di Hong Kong – guidato da Gabriel Leung, preside della facoltà di medicina dell’ Hong Kong University – solo a Wuhan, considerata l’epicentro dell’infezione, ci sarebbero 44mila persone infette. Per gli esperti, inoltre, il picco dell’epidemia potrebbe arrivare tra inizio aprile e inizio maggio. Solo a Chongqing, che ha oltre 30 milioni di abitanti, potrebbero esserci 150.000 nuovi casi al giorno per gli alti volumi di viaggi della popolazione verso Wuhan.

Intanto il dipartimento di Stato Usa ha chiesto agli americani di «riconsiderare i piani per i loro viaggi in Cina a causa del coronavirus». Nel messaggio, che corrisponde al livello tre nella scala di allerta dei travel warning, si avvisa che «alcune aree hanno un rischio più alto».

L’invito, dunque, è quello di evitare i viaggi non essenziali in Cina.

Due ospedali in tempi record

Il premier cinese Li Keqiang, arrivato proprio oggi a Wuhan, ha chiesto di accelerare i lavori per un nuovo ospedale dedicato al trattamento dei pazienti contagiati dal coronavirus.

Infatti, per far fronte all’emergenza, è stata già disposta la costruzione di due nuovi ospedali: quello di Huoshenshan, con una capacità compresa tra i 700 e i 1.000 posti letto, e quello di Leishenshan, con una capienza dai 1.300 ai 1.500 posti. Dovrebbero aprire rispettivamente il 3 e il 5 febbraio. In tempi record.

A Pechino il primo morto per il coronavirus

Intanto a Pechino c’è il primo morto per il coronavirus: a riferirlo è la Commissione sanitaria municipale secondo cui otto sono i nuovi casi di contagio registrati oggi, portando il totale a quota 80. La vittima, di 50 anni, si era recata a Wuhan l’8 gennaio; dopo il rientro a Pechino il 15 gennaio, gli era stata diagnosticata la polmonite atipica il 22 gennaio.

Egitto, agenzie di viaggio sospendono i tour

L’associazione delle agenzie di viaggio egiziane ha annunciato la sospensione «di tutti i voli da e per la Cina», come scrive il sito Egypt Independent. In Egitto ci sono 24 agenzie di viaggi specializzate nel mercato cinese e solo per questo inverno erano attesi circa 30mila turisti dalla Cina.

Sospese richieste di passaporti e permessi

Infine, per contenere la diffusione dell’infezione da nuovo coronavirus, il dipartimento per gli ingressi e le uscite della provincia del Hubei, al centro dell’epidemia, ha sospeso le richieste di passaporti ordinari e i permessi per andare o venire da Hong Kong, Macao e Taiwan.

Negli ultimi quattro giorni – secondo un comunicato dell’Amministrazione nazionale per l’immigrazione – nessun passeggero ha lasciato la Cina continentale attraverso l’Aeroporto Internazionale Tianhe di Wuhan o il porto di Hankou. L’Amministrazione ha dichiarato che saranno aperti canali speciali per coloro che devono lasciare la Cina continentale per motivi urgenti.

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