Berlusconi avverte Salvini: «Lui vince da solo? Non ha istinti suicidi»

Il leader di Forza Italia manda un avvertimento al segretario della Lega: «Il centrodestra non vince senza un centro liberale, cattolico, garantista e forte»

È tempo di bilancio nel centrodestra. Assestato il contraccolpo della sconfitta in Emilia Romagna, torna a parlare Silvio Berlusconi che rivendica la grande vittoria in Calabria: «Direi che Forza Italia è il partito del riscatto del Sud, ma non può essere assolutamente il partito del Sud o del Nord: siamo una importante forza politica nazionale», dice il segretario di Forza Italia in un’intervista al Corriere della Sera.


Berlusconi manda poi un avvertimento all’alleato della Lega Matteo Salvini: «Il centrodestra non vince senza un centro liberale, cattolico, garantista e forte che», assicura, «solo noi possiamo far esistere».

Il segretario forzista non risparmia critica alla campagna elettorale nella regione rossa: «In Emilia-Romagna la violenta polarizzazione e la personalizzazione dello scontro politico probabilmente hanno scoraggiato gli elettori moderati». Ma sul citofono, scelta che Salvini ha detto che rifarebbe, Berlusconi usa toni pacati: «Salvini ha un suo stile, che ovviamente non è il mio, e ha i suoi contenuti, che non sono uguali ai nostri, altrimenti saremmo lo stesso partito».

Su una possibile corsa in solitario del segretario leghista, Berlusconi non ha dubbi: «Tutto si può dire di Salvini ma non che abbia istinti suicidi». Il monito dell’ex premier al segretario del Carroccio è chiaro: «La destra, da sola, può prendere molti voti, ma non può vincere e tanto meno governare», ha affermato il leader forzista. Alle elezioni in Calabria «abbiamo più che doppiato» la Lega e «se si sommano le liste in cui si è divisa Forza Italia in Calabria siamo oltre il 27%».

Berlusconi ha respinto paragoni tra gli esiti del voto nelle due elezioni regionali di domenica: «In Calabria c’è stata una vittoria clamorosa di una bravissima candidata espressa da Forza Italia, che rappresenta un segnale di svolta e di riscossa non solo per la sua regione ma per l’intero Mezzogiorno», ha osservato, «in Emilia-Romagna si trattava di una sfida antica e difficile combattuta con impegno fino all’ultimo momento».    

«Durante la campagna elettorale ho sempre sostenuto che il primo scopo delle elezioni regionali era quello di scegliere un buon governatore per la Regione e non quello di fare un sondaggio politico nazionale», ha insistito il leader forzista, «naturalmente era chiaro a tutti che una sconfitta della sinistra in Emilia-Romagna avrebbe avuto una forte valenza nazionale».

E a livello nazionale per Berlusconi la sconfitta dei cinque stelle è un chiaro segno dell’indebolimento del governo: «Il disfacimento in atto dei Cinque Stelle rende questa maggioranza assolutamente non rappresentativa degli italiani. Però, proprio per questo, difficilmente ci consentiranno di votare».

Sulle difficoltà di Salvini a ottenere un endorsement a livello europeo Berlusconi torna sulla tradizione di Forza Italia: «Solo noi siamo i continuatori ed esportatori della grande tradizione politica dell’Occidente e dell’Europa, fondata sulla centralità dell’uomo, della sua libertà, della sua dignità, dei suoi diritti di proprietà».

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