Whatsapp payments, in arrivo il sistema per inviare denaro direttamente in chat

Sono circa 2,9 miliardi le persone che, ogni mese, utilizzano almeno un servizio tra Facebook, Instagram, Whatsapp e Messenger. Forte di questi numeri, Zuckerberg prepara l’assalto al settore fintech

Dopo Libra, il tentativo di Facebook di gettarsi nel mondo delle criptovalute momentaneamente congelato a causa di valutazioni prettamente politiche, Mark Zuckerberg si prepara a intervenire nel mondo del fintech con l’introduzione di un sistema per il trasferimento di denaro attraverso Whatsapp. «Facile e veloce come l’invio di una foto – ha annunciato il 35enne americano -. Sarà implementato in diversi Paesi nei prossimi sei mesi».


Il sistema si chiama Whatsapp Payments ed è stato sperimentato su un milione di utenti indiani già nel 2018. Si tratterà di una vera rivoluzione per il settore nel quale operano ormai da anni piattaforme del calibro di PayPal e Satispay. Anche perché il gruppo Facebook, ha detto Zuckerberg il 30 gennaio, giorno di presentazione dei risultati finanziari, può contare su «circa 2,9 miliardi di persone che usano ogni mese un servizio tra Facebook, Instagram, Whatsapp o Messenger».

Campagne elettorali

Durante il suo discorso, Zuckerberg ha affrontato alcune delle tematiche più scontanti per l’universo da lui creato. Sul tema politico, «siamo molto concentrati sull’integrità elettorale – ha affermato, dicendosi – orgoglioso dei progressi fatti per prevenire le interferenze straniere. Eravamo rimasti indietro – ha aggiunto in riferimento alle elezione del 2016 di Donald Trump -, ma dopo aver lavorato per proteggere le elezioni in paesi di tutto il mondo, dall’Ue all’India, dal Messico al voto di metà mandato in Usa, pensiamo che i nostri sistemi siano ora più avanzati di qualsiasi altra azienda, e spesso avvisiamo le forze dell’ordine e l’intelligence in merito alle minacce che identifichiamo».

Tutela dei dati e della privacy

Per quanto riguarda la tutela della privacy, Zuckerberg ha ribadito l’impegno a «costruire audit e controlli sulla privacy che stabiliranno un nuovo standard per il nostro settore, andando oltre ciò che oggi è richiesto dalla legge». Al lavoro sulla questione ci sarebbero oltre 1.000 ingegneri assunti da Facebook. «Ci vorrà del tempo, ma nel prossimo decennio voglio costruire una reputazione sulla privacy che sia forte quanto la nostra reputazione nella realizzazione di servizi buoni e stabili».

«Quando si tratta di problemi sociali di tale importanza – ha poi evidenziato Zuckerberg – non penso che le società private dovrebbero prendere così tante decisioni importanti da sole. Non credo che ogni servizio debba decidere individualmente quali contenuti o pubblicità sono ammessi durante le elezioni o quali contenuti siano dannosi. Ecco perché – ha concluso – ho chiesto una regolamentazione più chiara per il nostro settore».

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