Attacco al coltello a Londra, l’aggressore 20enne era appena uscito di prigione per reati di terrorismo di matrice islamica

Il bilancio dell’attacco è di tre feriti, uno dei quali è in pericolo di vita. L’attentatore è stato ucciso dagli agenti

Sono tre le persone rimaste ferite da un giovane uomo che nel pomeriggio di oggi, 2 febbraio, ha accoltellato più persone a Londra prima di essere ucciso dalle forze dell’ordine. Tra i feriti vi sarebbero due donne e un uomo, e uno dei tre è in pericolo di vita.


Scotland Yard ha da subito definito il gesto dell’attentatore un «atto di terrorismo» di matrice islamica. Inoltre, secondo quanto riferisce la Bbc l’uomo era un osservato speciale da parte dell’intelligence anti-terrorismo britannica.

L’attentatore è stato freddato dal fuoco di agenti di polizia nella zona di Streatham, dopo un inseguimento in auto, a sud della capitale britannica.

TWITTER / @MIKEDOHH | Un’auto della polizia risulta essersi schiantata durante l’inseguimento dell’attentatore. Non risultano feriti tra gli agenti

Secondo quanto riferito dal Guardian l’attentatore sarebbe Sudesh Amman, un giovane 20enne già precedentemente condannato e incarcerato per tre anni e quattro mesi per aver diffuso materiale terroristico e raccolto informazioni utili a preparare un attentato.

Era stato da poco rimesso in stato di libertà, ma sotto stretta sorveglianza perché ritenuto un soggetto «a rischio», poiché fortemente «affascinato dalla morte nel nome del terrorismo islamico».

Le immagini dell’attentato

Nei video pubblicati sui social network si vedono persone a terra, assistite da altri passanti, e la polizia che apre il fuoco contro l’autore dell’attacco. Nella zona si vede altresì un grande dispiegamento di mezzi della polizia e ambulanze.

A differenza di altri attacchi simili e più recenti, l’ultimo da parte di un militante jihadista vicino a London Bridge a fine 2019, questa volta l’episodio è avvenuto in un’area periferica della città, ma comunque affollata: per l’esattezza, nella principale strada dei negozi del quartiere, lungo Streatham High Street.

La Metropolitan Police londinese ha confermato che l’attentatore indossava un falso dispositivo esplosivo, probabilmente nell’intento di simulare un ordigno.

Le reazioni politiche

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha reagito via Twitter all’attacco compiuto oggi a sud di Londra, ringraziando la polizia per la tempestività dell’intervento e sottolineando come le indagini al momento puntino alla pista del terrorismo. Johnson ha assicurato che i suoi «pensieri» sono con le vittime, le loro famiglie e la cittadinanza.

Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha ringraziato a sua volta la polizia e i servizi di soccorso, mentre ha puntato l’indice contro i terroristi che «cercano di dividerci» e di cambiare «il nostro modo di vivere». «Non ci riusciranno mai», ha chiosato Khan.

Le prime testimonianze

Scene di panico e urla sono state descritte da vari testimoni presenti all’attacco terroristico. Daniel Gough ha raccontato di aver visto «gente che correva e urlava in preda al panico» e aver poi sentito almeno «tre colpi» sparati da agenti armati contro l’aggressore. Unanime la sensazione di un intervento quasi immediato delle prime pattuglie di polizia e dell’arrivo poi di rinforzi in massa.

Gulled Bulhan, 19enne studente nella zona di Streatham, ha detto di aver assistito all’attacco di fronte a un farmacia della catena Boots. «Ho visto un uomo con un machete e dei contenitori tenuti insieme da un gilet che aveva addosso, poi ho visto una persona, forse un poliziotto in borghese, che lo inseguiva e quindi ho sentito gli spari, credo tre», ha detto. Altri testimoni riferiscono di passanti barricatesi in una libreria della catena WH Smith. L’ambasciata Usa, via Twitter, ha intanto raccomandato di evitare per ora Streatham.

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