Ex Ilva, il governo a ArcelorMittal: «Basi per accordo, ma revochi recesso»

«Sono state poste le basi per arrivare, entro la fine del mese – si legge nella nota dell’esecutivo – Il nostro obiettivo è quello di fare del polo siderurgico di Taranto un leader europeo dell’acciaio verde»

Sembra vicina l’intesa fra il governo Conte e ArcelorMittal per sciogliere il nodo della risi dell’ex Ilva. L’intesa «tecnica» raggiunta oggi 7 febbraio fra i rappresentanti legali di ArcelorMittal e quelli di Ilva in Amministrazione Straordinaria «rappresenta un passo importante verso un complessivo miglioramento dell’assetto dello stabilimento di Taranto».


«Sono state poste le basi per arrivare, entro la fine del mese – si legge ancora nella nota congiunta in una nota congiunta della Presidenza del Consiglio, del Ministero dell’Economia e delle Finanze e del Ministero dello Sviluppo economico – a un nuovo rapporto contrattuale tra le parti che preveda, fra l’altro, la concreta possibilità di un investimento pubblico nella società che gestisce l’impianto, in modo da garantire ancor più efficacemente il perseguimento della politica industriale del Governo, che mira a coniugare ambiente, innovazione, occupazione e crescita».

«Tutto ciò – chiarisce il governo – ovviamente, sul presupposto che ArcelorMittal revochi il suo proposito di recesso e rinunci alla azione civile intrapresa presso il Tribunale di Milano».

«Il nostro obiettivo è quello di fare del polo siderurgico di Taranto un leader europeo dell’acciaio verde, creando nel Mezzogiorno il primo esempio concreto di attuazione del Green New Deal, motivo per il quale ci aspettiamo, peraltro, che l’Unione Europea guardi con favore a questo ambizioso e sfidante progetto».

«Con l’auspicato intervento dello Stato – prosegue la nota – si avvia un nuovo ciclo di investimenti su cui il Governo potrà esercitare un controllo diretto per assicurare crescita e sostenibilità ambientale e sociale».

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