Genova, insulti sessisti a una donna per strada: «T***a». Il suo post diventa virale: «Non possiamo combattere da sole»

Le offese sono arrivate da un operatore dell’azienda comunale per i servizi all’ambiente

La foto di un paio di pantaloni, una maglietta rossa, un cappotto e una sciarpa e la scritta t***a. È questo il post che in poche ore è diventato virale. È la storia di Valentina che nella serata di lunedì, mentre si trovava in attesa a una fermata dell’autobus nel centro di Genova, è stata offesa da un operatore Amiu, l’azienda municipalizzata per i servizi all’ambiente.


Nel suo lungo post su Facebook la donna ha raccontato di essere stata pesantemente insultata da un uomo alla guida di un mezzo della nettezza urbana: «Un operatore su una camionetta dell’Amiu della spazzatura mi ha gridato “t***a”», scrive la donna su Fb.

Cosa significa essere libere? Come ci si sente a non avere paura delle proprie strade, delle proprie città?Ero vestita…

Gepostet von Valentina Sorrentino am Donnerstag, 6. Februar 2020

L’immagine dei vestiti a richiamare che «non sono un cappotto o un burqa a poterci proteggere dalla molestie maschili, perché non è come siamo vestite la causa dell’abuso, ma la loro convinzione di avere il potere decisionale sulle donne».

La donna ha aspettato un attimo prima di girarsi e rispondere alle urla: «Gli ho chiesto che cosa volessero dire, allora hanno continuato insistendo sul fatto che uno di loro “mi si fosse scopata”, e poi risate».

«Se c’è bisogno di un coprifuoco – continua – che non sia quello che ci autoimponiamo per timore di essere aggredite, perché non sono le vittime a dover essere limitate ma i carnefici. Che siano loro a temere le strade occupate dalle donne. Perché io sono stanca di dover essere insultata e aggredita per essere donna».

Per ora non si conoscono ulteriori sviluppi della vicenda ma Amiu, che «condanna ogni forma di violenza», ha risposto alla mail della donna insultata assicurando di avere avviato verifiche per risalire all’identità del presunto autore dell’insulto a sfondo sessista. E ricorda di essere tra le prime realtà aziendali ad aver sottoscritto l’accordo quadro sull’eguaglianza, pari opportunità e assenza di discriminazioni e rispetto della dignità delle persone.

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