Amazzonia, deforestazione record a gennaio: + 108% rispetto all’anno precedente

Secondo il climatologo Carlos Nobre la responsabilità è anche del governo Bolsonaro: «Ha favorito crimini ambientali»

Durante lo scorso mese di gennaio le aree dell’Amazzonia in allarme deforestazione hanno raggiunto il loro livello record: 284, 27 chilometri quadrati, secondo dati del sistema satellitare di monitoraggio in tempo reale (Deter-B) dell’Istituto di ricerche spaziali del Brasile (Inpe).


Il dato mostra un aumento del 108% rispetto allo stesso mese del 2019, quando le aree a rischio arrivano a 136,21 chilometri quadri, e conferma la tendenza alla crescita registrata durante tutto il 2019, con un aumento dell’85% delle aree amazzoniche in pericolo di deforestazione.

«Quello di gennaio è un aumento preoccupante», ha commentato Carlos Nobre, climatologo dell’Università di San Paolo, al sito brasiliano Globo, «perché indica che i fattori che hanno portato all’aumento della deforestazione nel 2019 continuano ad essere molto attivi».

«È ora di lanciare una azione efficace e globale di fiscalizzazione e contenimento delle attività illegali nell’Amazzonia», ha sottolineato lo scienziato.

«L’aumento indica che i fattori che hanno causato l’aumento della deforestazione nel 2019 sono ancora molto attivi. È tempo di un’azione efficace e completa per monitorare e contenere le illegalità in Amazzonia», ha detto il climatologo che sottolinea le responsabilità dell’amministrazione Bolsonaro: «Nel discorso e nell’azione il governo ha stimolato la deforestazione, favorito i crimini ambientali, ridotto lo sforzo di ispezionare e punire questi reati».

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