Coronavirus, allarme da Londra: «È una minaccia seria e imminente». Salgono a 27 gli stranieri contagiati in Cina

Sono 11 i cittadini britannici contagiati finora nell’epidemia. Cresce la preoccupazione degli esperti per il rischio pandemia

Il peggio dall’epidemia del Coronavirus sembra che debba ancora arrivare. Dal Regno Unito arriva l’avvertimento del diparrtimento della Sanità britannica che considera l’epidemia in corso «una minaccia seria e imminente per la salute pubblica». Nel Regno Unito finora ci sono stati quattro casi confermati. Per un totale di 11 cittadini britannici, considerando anche i cinque contagiati nella regione dell’Alta Savoia, al confine tra Francia e Italia, infettati durante una vacanza dopo essere entrati in contatto con un altro turista che si era ammalato a Singapore.

In Cina sono saliti a 27 gli stranieri risultati positivi al coronavirus, nel conteggio fatto dalle autorità locali alle 8:00 (l’1:00 in Italia). Lo ha riferito il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang nel briefing online con i media, secondo cui 3 sono stati ricoverati e dimessi, due sono deceduti (un cittadino americano e uno giapponese) e 22 sono i casi di trattamento in isolamento.

Ma a preoccupare sono anche i possibili focolai che potrebbero nascere fuori dai confini cinesi. Un fenomeno che, rispetto a quanto rivelato fino a questo momento dai dati, potrebbe essere solo «la punta dell’iceberg», come ha detto il capo dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Gli esperti mettono in guardia i governi sul rischio che l’epidemia possa diventare una pandemia, come ribadisce il direttore della salute della Federazione internazionale della Croce Rossa, Emanuele Capobianchi, che sulla Stampa oggi avverte: «Nessuno, nemmeno in Europa, sarebbe attrezzato ad affrontare una pandemia».

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