Intesa San Paolo, quello che c’è da sapere sull’offerta a Ubi Banca e il piano di assunzione per «2.500 giovani»

Favorire il turnover è uno degli obbiettivi dichiarati dal Ceo di Intesa San Paolo

Con un’offerta di scambio da 4,8 miliardi che nessuno si aspettava, Intesa Sanpaolo mette le mani su Ubi Banca, dando il via a quel consolidamento bancario di cui tutti parlavano – ma che sembrava difficile e destinato solo alle banche minori. La nascita del nuovo Gruppo promette, stando alle dichiarazioni di Messina, risultati positivi su diversi fronti. Tra questi, quello di favorire il turnover tra generazioni.

Sul fronte dei numeri, l’Opa non concordata (Offerta pubblica di acquisto) permette sinergie per 730 milioni, divisi circa in oltre 500 di costo e 220 di ricavi. Nemmeno a dirlo, l’offerta ha infiammato il listino di Piazza Affari: Intesa guadagna il 3% a 2,6 euro e Ubi viene riammessa agli scambi, salendo del 28% a 4,47 euro – e cioè abbondantemente sopra la valorizzazione che le attribuisce il concambio dell’operazione (10 azioni Ubi per 17 azioni Intesa).

Il piano giovani

A far parlare in queste ore è anche l’assunzione prevista di 2.500 giovani. La decisione arriva di pari passo all’annuncio di Victor Massiah, Ceo di Ubi, che ieri, lunedì 17 febbraio, aveva annunciato «la riduzione di personale per circa 2.030 persone» rispetto alle attuali 19.955, e la chiusura di 175 filiali.

«L’operazione che annunciamo apre un nuovo capitolo della storia di questo gruppo – ha detto il Ceo di Intesa Carlo Messina – vogliamo unire due eccellenze del nostro sistema bancario, Intesa Sanpaolo e Ubi Banca, per dare vita a una nuova realtà leader nella crescita sostenibile e inclusiva».

Il piano, secondo quanto si legge nel comunicato, Intesa prevede l’assunzione di 2.500 giovani per «supportare la crescita del Gruppo promuovendo il ricambio generazionale e sostenendo l’occupazione, con un rapporto di un’assunzione ogni due uscite volontarie; accresciuta attrattività per nuovi talenti e maggiori opportunità di crescita professionale e di carriera».

Grazie alla «capacità reddituale e alla solidità patrimoniale», gli obiettivi elencati da Messina sono ambiziosi. Tra questi ci sono:

  • garantire 30 miliardi di euro di credito aggiuntivo nei prossimi 3 anni a sostegno dell’economia italiana;
  • aumentare da 50 a 60 miliardi le nuove erogazioni a favore della Green Economy e incrementare da 5 a 6 miliardi il plafond destinato a investimenti nell’economia circolare
  • puntare sull’ingresso di giovani nel nuovo Gruppo grazie a un programma di 2.500 assunzioni, per promuovere il cambio generazionale e sostenere l’occupazione;

Intesa Sanpaolo si propone così di «rappresentare un fattore di accelerazione nel raggiungimento degli obiettivi appena annunciati nel piano industriale di Ubi».

«Insieme – ha detto ancora Messina – Creeremo un leader europeo che sarà in grado di raggiungere un utile netto di oltre 6 miliardi di euro nel 2022 e distribuire ai propri azionisti dividendi elevati e sostenibili con la previsione di un dividendo per azione pari a 0,2 euro a valere sul 2020 e superiore a 0,2 euro a valere sul 2021».

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