La prima banca italiana vuole comprarsi la quarta: Intesa Sanpaolo lancia l’Opa su Ubi

L’offerta non è stata concordata, ma dai vertici di Intesa precisano che non si tratta di un’Opa ostile. Il piano prevede anche l’assunzione di 2500 giovani

Intesa Sanpaolo, la prima banca italiana, ha lanciato l’Opa per comprarsi Ubi Banca, la quarta banca del Paese, al fine di «consolidare ulteriormente, attraverso l’apporto della clientela e della rete dell’emittente, la propria leadership nel settore bancario italiano».

Con l’acquisizione di Ubi si creerebbe il settimo gruppo bancario europeo per reddito. Sul piano italiano Intesa rafforzerebbe la sua leadership. Il blitz è stato preparato in gran segreto, con il coinvolgimento di Mediobanca, e non solo: siccome annettendo Ubi la banca milanese supererebbe i limiti antitrust per numero di filiali e rami di bancassicurazione, sono stati fatti accordi segreti con Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Unipol Sai, che acquisirebbero parti di queste attività.

In particolare Intesa ha già stipulato accordi con Bper che prevede l’acquisto di un ramo d’azienda composto da circa 1,2 milioni di clienti distribuiti su 400/500 filiali bancarie, ubicate in prevalenza nel nord del Paese. Un escamotage per evitare appunto possibili problemi con l’Antitrust.

Una mossa inaspettata che ha spiazzato i mercati. Intesa offrirà 17 azioni proprie ogni 10 azioni di Ubi, per un corrispettivo che – ai prezzi di chiusura delle azioni Intesa di venerdì 14 febbraio – corrisponde a una valorizzazione di 4,25 euro contro i 3,33 della chiusura di Ubi, con un premio del 27,6% sul valore di Borsa di quel giorno.

L’offerta non è stata concordata, ma dai vertici di Intesa precisano che non si tratta di un’Opa ostile perché «la banca oggetto dell’operazione viene considerata ben gestita». Al momento Ubi Banca non ha commentato l’offerta lanciata da Intesa Sanpaolo, che ha colto di sorpresa la banca guidata da Victor Massiah.

Il piano, secondo quanto si legge nel comunicato, prevede l’assunzione di 2.500 giovani per «supportare la crescita del Gruppo promuovendo il ricambio generazionale e sostenendo l’occupazione, con un rapporto di un’assunzione ogni due uscite volontarie; accresciuta attrattività per nuovi talenti e maggiori opportunità di crescita professionale e di carriera»

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