Coronavirus, partito il volo che porterà a casa gli italiani bloccati sulla nave

E sono 1.8 milioni i passeggeri controllati negli aeroporti italiani dal 5 febbraio ad oggi per fronteggiare l’emergenza coronavirus

È decollato un’ora fa il Boeing dell’Aeronautica Militare che andrà a recuperare in Giappone gli italiani bloccati da giorni sulla Diamond Princess. «Al lavoro per i nostri connazionali che presto torneranno in Italia e verranno sottoposti allo specifico protocollo sanitario. Monitoriamo h24 l’evoluzione dei fatti» ha scritto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Primo caso di coronavirus in Africa verso guarigione

Intanto il primo caso di Coronavirus in Africa, registrato in Egitto, è in via di guarigione: gli ultimi test, infatti, risultano negativi al Covid-19, come reso noto dal ministero della sanità egiziana e dall’Oms. Il paziente, un cittadino cinese, sarà giudicato completamente fuori pericolo solo tra 14 giorni.

1,8 milioni di passeggeri controllati

15.649 i voli e 1.831.519 i passeggeri monitorati dal 5 febbraio ad oggi in relazione all’emergenza coronavirus, come previsto all’ordinanza del capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli. I controlli sanitari dei passeggeri prevedono la rilevazione della temperatura corporea tramite termometri laser e, laddove presenti, termoscanner.

La situazione in Toscana

«I cittadini cinesi rientrati in Toscana negli ultimi due mesi sono circa 1300, segnalati all’Azienda sanitaria, e sono in isolamento domiciliare volontario ed oggetto di sorveglianza attiva da parte del Dipartimento di prevenzione. Gli altri cittadini che si sono recati in Cina per trascorrere le festività del Capodanno sono attualmente bloccati dalle autorità cinesi», questa la nota dell’Asl Toscana centro che ha fatto il punto sui rientri degli orientali. Ancora, però, ci «sono 364 bambini in isolamento» volontario a casa con le famiglie: di queste 120 «hanno superato il periodo di 14 giorni di isolamento previsto dalla circolare ministeriale».

Verona, -70% nei ristoranti cinesi

Da Verona si apprende che la psicosi da coronavirus sta mettendo in ginocchio le attività commerciali, così come a Milano e Roma. Nello specifico, si registra un calo del 70% nei ristoranti cinesi, come riferito dal presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena. «Preoccupazione è stata manifestata anche nel settore della moda: lo scontrino medio di un turista cinese è ormai pari a 1.200 euro e le difficoltà negli approvvigionamenti del tessile rischiano di bloccare la filiera. Anche il settore del mobile e della tecnologia, con tutta la componentistica, sono a rischio. Per tutti questi motivi il 26 febbraio in un ristorante cinese del centro storico si svolgerà una serata conviviale organizzata da Confcommercio Verona per dimostrare che non c’è nessun pericolo e quale momento di solidarietà, contro ogni forma di intolleranza» ha dichiarato.

Serbia, -60% di prenotazioni di turisti cinesi

In Serbia, invece, sono state cancellate quasi il 60% delle prenotazioni di gruppi di turisti cinesi per febbraio e marzo, come dichiarato dal ministro del commercio, turismo e telecomunicazioni Rasim Ljajic che ha parlato alla tv pubblica Rts. I turisti cinesi sono balzati ai primi posti negli arrivi in Serbia negli ultimi anni.

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