Champions, Ilicic divino al Mestalla: l’Atalanta fa 3-4 a Valencia e vola ai quarti di finale

Poker dello sloveno: la squadra di Gasperini è micidiale in Spagna. E fa la storia

Nella notte del Mestalla, vuoto ma con qualche centinaio di tifosi incautamente radunati all’esterno, risuonano i cori registrati della aficiòn (autorizzati dalla Uefa) e la solita filastrocca dell’Atalanta: melodia nerazzurra, colonna thriller per chi la Dea l’affronta. Lasciandole strada. Anche in Spagna con l’Atalanta (28 gol nelle ultime 7 partite) si finisce sotto i ferri.

La squadra di Gasperini vince 3-4 a Valencia con un poker di Ilicic (2’rig, 43′ rig, 71′, 83′) e, dopo il 4-1 dell’andata, vola ai quarti di finale di Champions League. Al primo colpo. Meritatamente. Per la storia. Il Valencia è sempre costretto a rincorrere. Passa avanti solo a metà ripresa quando la Dea becca addirittura contropiede dopo aver colpito anche una traversa con Freuler.

La solita Atalanta, insomma: non sa gestire, ma gioca a calcio. Lo fa divinamente, guidata da un allenatore che ancora una volta la prepara benissimo. Gasperini indovina tutto. Ilicic avanzato in coppia con Gomez per fare densità già dal fronte offensivo, De Roon e Pasalic fissi in pressione sui portatori valenciani (Parejo e l’ex Inter Kondogbia). La conseguenza è che il Valencia non può palleggiare, tanto meno dare sfogo sugli esterni dove in particolare il temutissimo Torres non vede mezza palla giocabile.

All’attuale differenza di sistema ed efficacia tra le due squadre si aggiungono, poi, i singoli. Ilicic è un tormento per il Valencia. Diakhaby, che per la squadra di Celades gioca, pure. E’ il difensore degli spagnoli, l’unico rimasto di ruolo in una difesa rabberciata (Florenzi è in panchina), a offrire i due rigori alla Dea. Prima un netto aggancio su Ilicic in area di rigore, poi una mano galeotta non sfuggita al Var (e sempre su spunto dello sloveno).

Atalanta meravigliao

Anche per questo nella ripresa Celades cambia: fuori Diakhaby, dentro Guedes e via di 3-4-3. L’Atalanta, che aveva già sostituito l’infortunato De Roon con Zapata, sfonda la traversa con Freuler, ma al 52′ si fa bruciare ancora da una testata di Gameiro. Doppietta anche per lui.

Rischi? Pochi, anche se l’Atalanta ha il solito neo: gioca e non la chiude. Tant’è che nel pieno del possesso bergamasco arriva il contropiede di Torres per il 3-2 che dura pochissimo. Il tempo di rimandare Ilicic dall’altra parte del campo. Ripartenza micidiale, come il sinistro. Tripletta, che diventerà poker: sempre col sinistro, sempre con un taglio-gioco da sinistra a destra. Solita grandinata di gol (87 stagionali per l’Atalanta, 21 personali per lo sloveno) e mentalità offensiva fino all’ultimo secondo. L’inno Champions Gasperini lo riascolterà dal vivo. Come la solita, meravigliosa melodia della sua squadra.

Foto di copertina Ansa

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