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Israele, Gantz apre a un governo di emergenza di unità nazionale con Netanyahu mentre cresce il contagio da coronavirus

14 Marzo 2020 - 23:59 Redazione
epa08265687 Israeli Prime Minister and Chairman of the Likud Party Benjamin Netanyahu (C, right) speaks to supporters at the Likud party final election event after early exit polls, in Tel Aviv, Israel, 03 March 2020. It is the third Israeli parliament election in one year.  EPA/ATEF SAFADI
Intanto in Cisgiordania, dove sono 38 finora i casi di Covid-19 registrati, l'Autorità palestinese ha sospeso le preghiere nelle moschee e nelle chiese
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Il partito centrista Blu e Bianco di Benny Gantz risponde all’appello del premier israeliano Benjamin Netanyahu che ha chiesto un governo di emergenza di unità nazionale, mentre il Paese è alle prese con la pandemia da coronavirus e in pieno stallo politico dopo la terza tornata elettorale in meno di 12 mesi. «Siamo pronti a unirci a condizione che ci sia una composizione paritaria tra blocchi di destra e di centro-sinistra, o che il governo sia formato solo da Likud e Blu e Bianco», hanno riferito al quotidiano Haaretz fonti del partito. «Accetteremo di far parte di un governo di emergenza con Netanyahu premier per un breve periodo, o di un governo di quattro anni con una rotazione dei primi ministri», hanno aggiunto le fonti.

Nel frattempo sale il numero di casi di contagio da Coronavirus. Al momento sono 178 i pazienti positivi, mentre il governo è riunito per decidere quanto severe saranno le misure da adottare per contrastare la diffusione del Covid-19. Con quasi 40 mila persone in quarantena, lo Stato ebraico sta ragionando su quali esercizi commerciali chiudere e quale livello di confinamento ordinare.

Come sta accadendo in tanti altri Stati, sono attesi per le prossime ore il blocco di ristoranti e bar, le limitazioni ai trasporti pubblici, ed è fortemente consigliato il lavoro da casa. Fonti vicine al governo di Benjamin Netanyahu sostengono che sul tavolo c’è un rallentamento generale della vita pubblica, non una chiusura totale, e che i servizi essenziali, come supermercati e farmacie, resteranno aperti. «Siamo in guerra, il nostro nemico è il virus», ha spiegato il capo del Likud, esortando gli israeliani ad adottare «una nuova routine quotidiana», mantenendo una distanza di due metri.

Intanto in Cisgiordania, dove sono 38 finora i casi di Covid-19 registrati, l’Autorità palestinese ha sospeso le preghiere nelle moschee e nelle chiese, mentre le autorità religiose hanno deciso di mantenere aperta la moschea di Al-Aqsa di Gerusalemme, il terzo luogo sacro dell’Islam, assicurando che il complesso viene «sterilizzato continuamente».

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