Mafia, l’ex dirigente della Polizia Contrada risarcito con 670mila euro dopo aver scontato 7 anni di carcere: «Per me un danno irreparabile»

«Non c’è risarcimento che valga», commenta l’ex numero due del Sisde, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Per lui una liquidazione di 670mila euro

La richiesta di risarcimento per ingiusta detenzione presentata da Bruno Contrada, ex numero due del Sisde è stata accolta dalla Corte d’Appello di Palermo. A Contrada, condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e difeso dall’avvocato Stefano Giordano, spetta dunque una liquidazione di 670mila euro. La condanna dell’ex dirigente generale della polizia di Stato venne giudicata illegittima anche dalla Cassazione e dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.

«I danni che io, la mia famiglia, la mia storia personale, abbiamo subito sono irreparabili e non c’è risarcimento che valga». «Io campo con 10 euro al giorno – dice l’ex dirigente di polizia -. Stare chiuso per il Coronavirus non mi pesa: sono stato recluso 8 anni». «Il denaro – spiega ancora Contrada- non può risarcire i danni che ho subito in 28 anni. L’Europa riconosceva la mia sventura umana. Io ho vissuto fin da piccolo col valore altissimo della Patria, l’Italia, e dello Stato – racconta -. Solo per questo avrei diritto a un risarcimento solo perché hanno distrutto le certezze e i valori in cui ho creduto una vita».

Chi è Bruno Contrada

Ottantotto anni, Bruno Contrada, ufficiale di polizia in pensione, è stato arrestato a dicembre 1992. In primo grado fu condannato a 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, ma la sentenza fu ribaltata in appello e il funzionario venne assolto. L’ennesimo colpo di scena ci fu in Cassazione, quando l’assoluzione fu annullata con rinvio e il processo tornò alla corte d’appello di Palermo che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna a 10 anni. Ha trascorso 4 anni e mezzo in carcere e 3 anni e mezzo ai domiciliari. Due anni gli sono stati risparmiati per buona condotta.

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