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Migranti, barca in pericolo con 90 persone a bordo. Alarm phone: «Persi i contatti, Italia e Malta preferiscono farli tornare nei campi di tortura libici?»

03 Maggio 2020 - 09:54 Maria Pia Mazza
epa07780650 A handout photo dated 09 August 2019 and  made available by Doctors Without Borders (MSF) on 19 August 2019, showing rescue vessel Ocean Viking crew rescuing a group of migrants off the coast of Libya in the Mediterranean. The vessel, that has been at sea since 10 days, rescued a total of 356 migrants in three rescue missions. Over 500 refugees on two NGO vessels are still waiting to be allowed at land while Italy and Malta have denied them access to their harbors.  EPA/HANNAH WALLACE BOWMAN HANDOUT  HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES
A bordo dell’imbarcazione nel Sar mediterraneo vi sarebbero 90 persone tra cui una donna incinta, diversi anziani e una persona che ha perso conoscenza. E l’Organizzazione denuncia: «Abbiamo informato le autorità, ma nessuno si sta prendendo la responsabilità di salvarli»
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«Abbiamo perso il contatto con le persone, l’ultima volta che abbiamo parlato con loro ci hanno riferito che la situazione sulla barca è critica, in particolare per gli anziani e per una persona che ha perso conoscenza». Questo l’allarme lanciato nella prima mattinata da Alarm Phone, l’organizzazione non governativa che gestisce le richieste di soccorso dei migranti nell’area del Mar Mediterraneo, dopo l’allarme lanciato nella tarda serata di ieri, in cui si comunicava che «un’imbarcazione in pericolo con circa 90 persone a bordo nella SAR maltese ci ha appena contattati».

Una comunicazione a cui aveva fatto seguito la segnalazione di allerta, a detta di Alarm Phone alle autorità, «affinché si attivino per un salvataggio immediato senza ritardi». Alarm Phone ha altresì reso noto che tre navi mercantili (Marina, Pyxis Epsilon e Karina) stanno monitorando la situazione, «ma nessun salvataggio in vista: le autorità sono state informate ma non si assumono la responsabilità di salvarli», ha ribadito l’Organizzazione.

«Chiediamo un aiuto immediato, qualsiasi ritardo metterà in pericolo la vita delle persone! Non lasciarli affogare in mare!», ha ribadito nuovamente l’Organizzazione in uno dei suoi messaggi. Una situazione che si è mantenuta in bilico per tutta la notte sino a stamane, quando l’organizzazione ha reso noto di aver perso i contatti con la barca, che si trova a 17 miglia marine dalle coste italiane. E l’Ong, infine, ha rilanciato un appello a Malta e all’Italia: «L’Italia e Malta preferiscono farli tornare nei campi di tortura libici? Siete obbligati a salvare le persone e ad accoglierle in un posto sicuro, e questo posto è l’Europa», ha Alarm Phone.

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