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Coronavirus. I laboratori di Wuhan e vecchie teorie: cosa dicono la politica e la scienza

Bastano un tabloid australiano e un Segretario di Stato che smentisce se stesso per riaccendere la discussione sull’origine complottista del virus

Un articolo del The Daily Telegraph, pubblicato il 4 maggio 2020, è entrato a far parte delle «prove» per sostenere la teoria del Coronavirus creato o sfuggito da un laboratorio di Wuhan, in Cina. L’articolo dice alcune cose corrette, altre no, mischiando diverse storie già trattate e smentite per far leva sulla teoria di complotto. Se da una parte c’è Mike Pompeo che afferma e poi ritira le sue certezze, dall’altra abbiamo l’Intelligence americana e quella di altri paesi del mondo che concordano con la comunità scientifica e rimandano al mittente le teorie di complotto stesse.

Creato o modificato in laboratorio?

Nell’articolo del tabloid australiano The Daily Telegraph (da non confondere con l’omonimo britannico), leggiamo che il Direttore dell’Intelligence americana ha chiaramente affermato che il virus non è stato creato in laboratorio o modificato dall’uomo, concordando con quanto spiegato dalla comunità scientifica:

The Office of the Director of National Intelligence acting director Richard Grenell said the virus was not created in a laboratory.

“The entire Intelligence Community has been consistently providing critical support to US policymakers and those responding to the COVID-19 virus, which originated in China,” he said.

“The Intelligence Community also concurs with the wide scientific consensus that the COVID-19 virus was not man-made or genetically modified. As we do in all crises, the Community’s experts respond by surging resources and producing critical intelligence on issues vital to US national security.”

Allo stato attuale delle cose, come continuiamo a spiegare a Open attraverso numerosi articoli sul tema, il virus non è stato creato o modificato dall’uomo in un laboratorio, che sia Wuhan o in un bunker segreto a Cepletischis.

Origine in un mercato o sfuggito incidentalmente?

Per quanto riguarda l’origine della diffusione, lo stesso direttore dell’Intelligence americana spiega che continuano le ricerche al fine di stabilire se il virus è entrato in contatto con l’uomo attraverso animali infetti (come nel mercato di Wuhan), o se è uscito incidentalmente da un laboratorio. Ecco quanto dichiarato dal Direttore dell’Intelligence americana:

The IC will continue to rigorously examine emerging information and intelligence to determine whether the outbreak began through contact with infected animals or if it was the result of an accident at a laboratory in Wuhan.

Il tabloid australiano cita lo “studio” cinese di Xiao Botao per parlare della teoria del «virus sfuggito da un laboratorio portato all’esterno incidentalmente da un ricercatore», quello stesso “studio” ritirato e basato su due articoli di giornali online e nessuna evidenza scientifica. Allo stesso tempo, però, ne prende le distanze:

South China University of Technology researchers published a study on February 6 that concluded “the killer coronavirus probably originated from a laboratory in Wuhan. Safety level may need to be reinforced in high-risk biohazards laboratories”.

“The paper is soon withdrawn because it ‘was not supported by direct proofs’, according to author Botao Xiano,” the dossier noted, continuing to point out that: ‘“No scientists have confirmed or refuted the paper’s findings’, scholar Yanzhong Huang wrote on March 5.”

The Saturday Telegraph does not claim that the South China University of Technology study is credible, only that it has been included in this government research paper produced as part of the case against China.

Anche in merito a questa ultima teoria non si hanno prove a supporto, come spiegato più volte da Open. Cosa sostiene la comunità scientifica? Secondo quanto dichiarato dal Prof. Edward Holmes, uno degli autori dell’articolo pubblicato su Nature lo scorso 17 marzo 2020 sulle origini naturali del Sars-cov-2, non risulta possibile che il virus all’interno dei laboratori possa essere mutato in tal modo per poi arrivare all’uomo:

The closest known relative of SARS-CoV-2 is a bat virus named RaTG13, which was kept at the Wuhan Institute of Virology. There is some unfounded speculation that this virus was the origin of SARS-CoV-2. However:

(i) RaTG13 was sampled from a different province of China (Yunnan) to where COVID-19 first appeared; and

(ii) the level of genome sequence divergence between SARS-CoV-2 and RaTG13 is equivalent to an average of 50 years (and at least 20 years) of evolutionary change.

Subito dopo, lo stesso Holmes sostiene che tale situazione fa sì che il virus Sars-cov-2 non possa derivare dal Ratg13 di cui si parla tanto, e allontana le teorie sul coinvolgimento dei laboratori di Wuhan:

Hence, SARS-CoV-2 was not derived from RaTG13.

Inoltre, il biologo Enrico Bucci della Temple University di Philadelphia spiega come mai il nuovo coronavirus non potrebbe essere stato creato o sfuggito da un laboratorio. Alla domanda del conduttore se il virus possa essersi evoluto all’interno di un centro del genere, Bucci risponde così:

Sars-cov-2 presenta un certo numero di differenze rispetto ai suoi progenitori in pipistrello. Perché queste differenze si siano evolute nel nuovo virus c’è bisogno di due cose: o di un grandissimo numero di pipistrelli o di un grandissimo numero di anni perché le mutazioni sono un fatto casuale. In laboratorio non abbiamo avuto abbastanza tempo ne abbiamo avuto abbastanza pipistrelli.

Cosa sostengono i Five Eyes

Come abbiamo spiegato nell’articolo riguardante le dichiarazioni di Mike Pompeo, Segretario di Stato americano, la Cina ha certamente nascosto il virus durante l’inizio dell’epidemia e questo viene confermato dall’Intelligence di cinque paesi del mondo, i noti Five Eyes (Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Canada e Nuova Zelanda). Una fonte dell’Intelligence di questo gruppo, secondo quanto riportato dal The Guardian il 4 maggio 2020, conferma che allo stato attuale non vi sono prove che suggeriscano che il Sars-cov-2 sia trapelato da un laboratorio cinese:

There is no current evidence to suggest that coronavirus leaked from a Chinese research laboratory, intelligence sources have told the Guardian, contradicting recent White House claims that there is growing proof this is how the pandemic began.

Cosa sostiene Fauci

Anthony Fauci, capo della task force della Casa Bianca, in un’intervista a National Geographic ha dichiarato che il virus non possa essere stato creato in laboratorio, ma che si è evoluto in natura per poi effettuare il salto verso altre specie animali fino all’uomo:

If you look at the evolution of the virus in bats and what’s out there now, [the scientific evidence] is very, very strongly leaning toward this could not have been artificially or deliberately manipulated … Everything about the stepwise evolution over time strongly indicates that [this virus] evolved in nature and then jumped species.

Cosa sostiene l’Oms

A seguito delle dichiarazioni di Mike Pompeo, dove ricordiamo si è smentito da solo nella stessa intervista rilasciata all’emittente Abc News, gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno parlato di «speculazioni», anche perché non hanno ricevuto alcuna prova da parte degli Stati Uniti per sostenere che il virus abbia avuto origine o sia sfuggito accidentalmente da un laboratorio. Ecco quanto dichiarato da Maria Van Kerkhove, epidemiologa e responsabile tecnico nell’emergenza Coronavirus dell’Oms, durante la conferenza stampa del 4 maggio 2020:

From all of the evidence that we have seen, from all of the sequences that are available, and there are, I believe, more than 15,000 full genome sequences available or close to 15,000, that this virus is of natural origin. But we do need to still find the intermediate host in China. And that is something we are very supportive of to provide that support to our colleagues in China.

Insomma, da tutte le prove ottenute dall’Oms fino ad oggi si dimostra che il virus Sars-cov-2 sia di origine naturale e che bisogna ancora oggi trovare l’ospite intermedio che ha permesso il salto di specie all’uomo.

Come passa il Coronavirus dal primo animale all’ospite intermediario per poi passare all’uomo. Grafica dal sito dell’Università di Harvard.

Sempre in merito alle dichiarazioni di Pompeo, il capo del programma di emergenze sanitarie dell’Oms, Michael Ryan, ha detto: «il Coronavirus è di origine naturale, come accaduto in passato con Ebola e la Sars. Ma se gli Stati Uniti hanno dati differenti, li condividano».

Una nota in merito alle informazioni da parte della Cina. Il 12 gennaio 2020, come riportato dall’Oms, il genoma del Sars-cov-2 era stato condiviso all’estero proprio dalla Cina per poter analizzarlo e studiarlo:

China shared the genetic sequence of the novel coronavirus on 12 January, which will be of great importance for other countries to use in developing specific diagnostic kits.

La ricerca del 2015

Uno dei temi trattati dal tabloid australiano è la ricerca del 2015 e il coronavirus chimerico. A Open ne abbiamo parlato spesso, dal 4 marzo 2020, a seguito di alcune pubblicazioni della ricerca in testate giornalistiche italiane, e successivamente per colpa della diffusione scorretta del servizio di Tgr Leonardo di quell’anno in cui se ne parlava.

Il coronavirus del 2015 non ha nulla a che vedere con l’attuale e, come spiegato a Tgr Leonardo il 26 marzo 2020 da uno dei partecipanti italiani alla ricerca stessa, il virus creato non poteva sopravvivere al di fuori del laboratorio.

Conclusioni

Di fronte a un continuo botta e risposta di responsabilità e accuse tra Cina e Stati Uniti – tema puramente politico – ancora oggi la comunità scientifica conferma che il virus sia naturale e non generato o modificato dall’uomo all’interno di un laboratorio. Non si hanno prove ad oggi che il virus sia stato portato a Wuhan e sfuggito da un laboratorio di ricerca, dato che quel virus non coincide con quelli studiati al loro interno. La comunità scientifica sta cercando ancora l’ospite intermedio, quello che ha permesso il salto di specie all’uomo.

Open.online is working with the CoronaVirusFacts/DatosCoronaVirus Alliance, a coalition of more than 100 fact-checkers who are fighting misinformation related to the COVID-19 pandemic. Learn more about the alliance here (in English).

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