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Stati Uniti, così a Phoenix la polizia ha ucciso un uomo nella sua auto – Il video

Le dinamiche sono ancora da chiarire, ma i cittadini protestano per i metodi violenti degli agenti che hanno portato all’ennesima morte per mano delle forze dell’ordine

Sono due le versioni della tragica vicenda avvenuta sabato 4 luglio a Phoenix, in Arizona. Secondo il Dipartimento di polizia, gli agenti hanno sparato dopo essere stati minacciati con una pistola. Stando alle parole di un amico della vittima, invece l’uomo non c’entrava nulla con la telefonata al 911 per tentato omicidio e si era semplicemente appisolato nella sua berlina.

Tra le due differenti narrazioni dell’accaduto, c’è un dato incontrovertibile: quanto accaduto poco dopo le 13 dell’Indipendence Day è l’ennesimo episodio in cui una persona negli Stati Uniti perde la vita in seguito a un intervento della polizia. Nella città americana, da domenica notte, sono in corso manifestazioni per chiedere il rilascio immediato delle riprese fatte con la bodycam degli agenti. E per dire basta all’ennesima vittima della violenza con la quale agiscono le forze dell’ordine americane.

Una decina di colpi

Hanno sparato per uccidere: la raffica di proiettili che ha investito l’uomo seduto nella sua berlina non poteva lasciargli scampo. Adesso è da chiarire se gli agenti non hanno avuto altra scelta per tutelare la propria incolumità o se è ravvisabile un eccesso di violenza. Stando alla versione del Dipartimento di polizia di Phoenix, alla centrale è arrivata una richiesta di aiuto: «Venite, qua sotto c’è un tizio che ha già cercato di uccidermi».

Arrivata sul posto, la pattuglia avrebbe individuato il sospetto in un’auto parcheggiata nei paraggi. Avvicinatisi alla berlina, gli agenti hanno chiesto i documenti all’uomo seduto al suo interno il quale, anziché collaborare, avrebbe tirato su il finestrino dell’auto. La vittima, sempre stando al racconto della polizia, avrebbe messo mano su una pistola ed è lì che sarebbe partita la sequenza di colpi.

Il consigliere comunale di Pheonix: «La ricostruzione della polizia è falsa»

Al momento non si conoscono i nomi degli agenti coinvolti. James Garcia – questo il nome della vittima – è morto prima che l’ambulanza arrivasse sul posto. Un consigliere comunale di Phoenix, Carlos Garcia – i due sono solo omonimi -, ha espresso pubblicamente dei dubbi sulle dichiarazioni rilasciate dal Dipartimento di polizia.

«Non ci sorprende che, nonostante tutta l’attenzione della comunità, il Dipartimento di polizia di Phoenix continui a rispondere alle chiamate con violenza. Tutti dobbiamo continuare a chiedere trasparenza e responsabilità», ha scritto su Facebook. «Non possiamo permettere che dipartimenti violenti forniscano ricostruzioni false su quanto succede in Usa. Continueremo a chiedere indagini indipendenti sulle sparatorie degli ufficiali coinvolti».

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