Ragazzi morti a Terni: «Erano convinti di aver preso codeina». E invece era metadone

Dall’indagine è emerso che, a giugno, l’uomo aveva ceduto la stessa sostanza ai due ragazzi di 15 e 16 anni

Pensavano «forse» di aver «acquistato e assunto codeina» e, invece, «si trattava di metadone»: questa l’ipotesi formulata dal Giudice per le indagini preliminari che ha convalidato il fermo di Aldo Maria Romboli, 41 anni, l’uomo che avrebbe ceduto il metadone ai due ragazzi trovati morti il 7 luglio nelle loro abitazioni a Terni.

Dall’indagine è emerso anche che, a giugno, l’uomo aveva ceduto la stessa sostanza ai due ragazzi di 15 e 16 anni. Romboli inoltre, davanti al Gip di Terni, nel corso di un interrogatorio durato circa un’ora, ha raccontato di aver ceduto mezza boccetta di metadone con acqua a 15 euro. Intanto il suo difensore, l’avvocato Massimo Carignani, ha fatto sapere che il suo assistito è «distrutto».

Foto in copertina di repertorio

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