Musixmatch, l’azienda di Bologna che raccoglie i testi delle canzoni per i colossi dello streaming (con l’aiuto di 50 milioni di appassionati)

Max Ciociola ha fondato l’azienda nel 2010 insieme a Ganluca delli Carri. Ora i vendono i loro servizi alle più importanti aziende tecnologiche al mondo

Anche se ora il Cd sembra essere solo un pass per i firma copie, c’è un dettaglio che i nostalgici della musica potrebbero ricordarsi bene. Uno dei valori aggiunti di avere un Cd originale era quello di poter tenere in mano il libretto, quel cartoncino ripiegato su stesso che conteneva tutti i testi dei brani incisi nell’album. Con il passaggio al digitale, anche il libretto è scomparso. O meglio, si è scomposto: la copertina si è trasformata nelle grafiche legate all’album e i testi si sono persi nelle ricerche Google. Negli ultimi anni l’attenzione alle parole è tornata, anche sulle grandi piattaforme di streaming. Instagram, Spotify e Amazon Music hanno introdotto nuove funzioni con protagoniste le parole delle canzoni, parole che vengono raccolte da un’azienda italiana che ha sede a Bologna: Musixmatch.


Al momento Musixmatch ha 80 dipendenti, 7 milioni di canzoni trascritte e oltre 50 milioni di utenti attivi. È stata fondata da Max Ciociola e Gianluca delli Carri nel 2010 con l’idea di raccogliere in un solo luogo virtuale il maggior numero possibile di testi. Un’intuizione che ora ha permesso loro di stringere un accordo con Spotify e occuparsi della nuova funzione Lyrics. Dal 30 giugno in 26 Paesi (l’Italia è esclusa) è possibile selezionare questa opzione e leggere il testo della canzone mentre il brano viene riprodotto. Con Max Ciociola abbiamo provato a capire come funziona questo servizio e soprattutto come è possibile partire da Bologna e collaborare con le più grandi aziende tech del mondo».

Il 30 giugno è iniziata la vostra collaborazione con Spotify per la funzione lyrics. Non è la prima volta che chiudete un accordo con questa azienda. Giusto?

«Avevamo un accordo diverso nel passato. Allora Musixmatch era inserita nell’opzione desktop di Spotify. Questo è un accordo diverso ed è inquadrato meglio per gli autori. Mettere un testo in chiaro, ufficiale, tutela meglio l’autore e permette di avere una remunerazione anche per le parole di un brano.

Siamo la libreria di testi di canzoni più grande del mondo. Non è solo Spotify che ha un accordo con noi, anche Instagram, Apple Music, Amazon Music e Shazam. In tutti questi ora sono spazi in cui gli artisti possono guadagnare. Certo, non parliamo di cifre astronomiche».

Cosa vuol dire? Quando un testo viene letto dalle vostre applicazioni arrivano dei guadagni?

«Assolutamente sì. I testi e le composizioni digitali appartengono ai music publisher, quelli che in Italia sono rappresentati dalla Siae. Musixmatch quindi non aggrega solo i testi ma anche i diritti e fa gli accordi con tutte le realtà di questo mercato. Magari questo non cambia molto sui compensi degli autori ma va a completare la copertura legale di un brano nel mercato digitale».

MUSIXMATCH | Max Ciociola

Musixmatch è stata fondata nel 2010. Come è nata l’idea di creare una libreria di testi digitale?

«Noi avevamo notato che c’erano tutti gli esseri umani che conoscevamo che andavano su Google a cercare i testi delle canzoni. Nel testo si crea una sorta di relazione ancora più intima fra l’artista e il fan. Non abbiamo mai avuto dubbi che questo servizio potesse piacere agli utenti».

Come vengono scritti questi testi?

«Musixmatch è una community: 50 milioni di persone nel mondo che collegano la nostra app ai loro servizi di musica. È un po’ come Wikipedia: questi utenti possono contribuire alla creazione della nostra libreria musicale.

Sono loro che scrivono i testi delle canzoni, poi c’è una filiera di controlli per verificare che tutto sia corretto. L’ultimo miglio è un nostro ufficio che si chiama Musixmatch Studio dove vengono fatti i controlli finali. C’è una grande passione degli utenti».

Gli utenti vengono retribuiti?

«No. È una sorta di contribution in cui gli utenti sono i primi a volere che per i loro artisti preferiti ci siano anche i testi delle canzoni. Proprio come Wikipedia».

Con la differenza che Wikipedia non è sul mercato

«Sono modelli diversi, è vero. Questa però non è sharing economy, dove tu puoi discutere su quanto venga pagato un rider o meno. Qui è contribution, senza gli utenti non esisterebbe il servizio».

Musixmatch è partita da Bologna ed è arrivata a stringere accordi con alcune delle aziende più importanti del mondo. È stato una difficoltà in più avere la sede in Italia?

«Da qui, dalla Lituania o da qualsiasi altro posto si possono fare imprese a una condizione: bisogna pensare a problemi mondiali. Se avessi fatto Musixmatch.it non avrei avuto questi numeri. E questo vale di più ora: post Covid-19 il concetto di location muore, ci sono tantissime startup che non hanno più una sede.

Ora comincia ad esserci un ambiente favorevole allo sviluppo di nuove imprese. Non ci sono scuse, i fondi si possono trovare. C’è un problema sul lato idee: dobbiamo educare una classe di giovani che non pensano solo a trovare lavoro ma anche a crearselo. Ora non ci servono solo le idee, ci servono anche le persone che realizzano queste idee».

Foto di copertina: Musica vettore creata da pch.vector – it.freepik.com

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