Caso Zaki, nuova udienza in Egitto sulla custodia cautelare: per la prima volta in aula anche i legali di Patrick

L’appello di Amnesty International: dopo 157 giorni «di detenzione arbitraria deve tornare libero». La pronuncia nelle prossime ore

Una nuova udienza si è tenuta oggi in Egitto sul rinnovo della custodia cautelare di Patrick George Zaky. Un’udienza alla quale, per la prima vota da quando (da inizio febbraio) lo studente egiziano dell’università di Bologna è rinchiuso in carcere al Cairo, hanno potuto partecipare anche i suoi difensori.

A riferirlo è la pagina Facebook ‘Patrick libero’, che viene curata da persone che sono vicine al giovane. L’udienza, scrivono, si è tenuta davanti alla Corte: Patrick non era presente ma i suoi legali, questa volta, sì e hanno presentato una memoria difensiva sulle ragioni per cui viene richiesto il rilascio del ragazzo. La decisione al momento in cui scriviamo non è ancora arrivata, e potrebbe essere resa nota entro domani mattina.

Patrick Zaky è accusato di reati di opinione. Aveva scritto nei giorni scorsi una lettera alla famiglia e raccontato di stare bene. «Spero che anche voi siate al sicuro e stiate bene. Famiglia, amici, amici di lavoro e dell’Università di Bologna, mi mancate tanto».

«Anche questa volta termina un’udienza per la convalida della detenzione di Patrick Zaky e occorrerà che passi una notte prima di conoscerne l’esito, dice Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia. È importante che questa volta la difesa di Patrick abbia avuto modo di presentare in dettaglio le ragioni della richiesta di scarcerazione e speriamo che il giudice ne tenga conto con scrupolo e attenzione». Dopo 157 giorni di «detenzione arbitraria e immotivata, Patrick merita di tornare in libertà».

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