John Lewis, l’ultimo leader della lotta per i diritti civili degli afroamericani – Video

E’ scomparso lo scorso 16 luglio per un tumore al pancreas. Davanti alle manifestazioni per George Floyd aveva detto: «Mi hanno fatto piangere. Questa è una battaglia che dura tutta la vita»

L’icona dei diritti civili John Lewis, il 16 luglio 2020, ha perso la sua ultima lotta contro il tumore al pancreas scoperto lo scorso dicembre. Aveva 80 anni, 60 dei quali passati a combattere per i diritti degli afroamericani in America. Era nato a Troy, Alabama nel 1940. A fine anni Cinquanta era diventato il più giovane presidente del Coordinamento degli studenti non violenti. Fu poi oratore di quella marcia di Washington del 1963 dove Martin Luther King pronunciò il celebre I have a dream.


Il 2 luglio 1964 il presidente Lyndon Johnson firma il Civil Rights Act, la prima legge che spazza via le discriminazioni. Ma non basta per placare le proteste. Arriva la Bloody Sunday di Selma, con i manifestanti inermi attaccati brutalmente sul ponte Pettus. Tra i fotogrammi ce n’è anche uno dell’Associated Press che ritrae il giovane Lewis che cerca di ripararsi la testa dal manganello di un poliziotto. Da subito diventa un punto di riferimento per compagni e avversari.

Nelle scorse settimane, nonostante la malattia, Lewis si era detto commosso per aver rivisto le strade piene di giovani americani dopo la morte di George Floyd. «Mi hanno fatto piangere. Questa è una battaglia che dura tutta la vita».

In evidenza: Ansa | Un murales ad Atlanta in ricordo di John Lewis

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