Inaugurato il nuovo ponte di Genova. I familiari delle vittime a Mattarella: «Non dimenticateci»

«Opera mirabile frutto del genio italico», ha detto il premier Conte durante il discorso di inaugurazione del nuovo ponte Genova-San Giorgio sul torrente Polcevera

La cerimonia d’inaugurazione del nuovo ponte sul Polcevera, il “Genova-San Giorgio”, a due anni dal crollo del Ponte Morandi, è stata accompagnata dalla lettura dei nomi delle 43 vittime. Subito dopo sono state suonate le note del Silenzio. Poco prima della lettura dei nomi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha incontrato privatamente in Prefettura il Comitato dei familiari delle vittime.

«Le responsabilità non sono generiche, hanno sempre un nome e un cognome. Sono sempre frutto di azioni che dovevano essere fatte o di omissioni che non dovevano essere compiute. Quindi è importante che vi sia un’azione severa, precisa e rigorosa di accertamento delle responsabilità», ha detto Mattarella durante l’incontro. «Ed è importante – ha aggiunto il presidente – che vi sia un’azione che regoli, sperando che ciò non avvenga più, quel che si deve fare per i parenti delle vittime».

I familiari chiedono però di non essere dimenticati dopo il 14 agosto, anniversario del crollo. «Non vogliamo che tutto finisca, con questa ubriacatura di felicità. È vero che il ponte è giusto che ci sia, ma le vittime non devono essere dimenticate, il Paese non può entrare in una voragine come quella del crollo, con questa vergogna», hanno detto i familiari a Mattarella. «Il 14 la sera ci sarà una fiaccolata in bicicletta per ringraziare la cittadinanza che sentiamo da sempre vicina. Per quella data vorremmo vedere la presenza dello Stato».

Conte: «Nostro obiettivo è tutelare l’interesse pubblico»

Alla cerimonia è intervenuto anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. «Non siamo qui per tagliare un nastro, e forse non è neanche facile abbandonarsi a intenti celebrativi», ha detto il premier. «È ancora troppo acuto il dolore della tragedia». «Questo Ponte ci restituisce un’immagine di forza e anche di leggerezza», aggiunge. Il Ponte di Genova «è un’opera mirabile frutto del genio italico, di una virtuosa collaborazione tra politica, amministrazione locale, impresa e lavoro».

In particolare il premier ha ricordato come il governo abbia avviato «il complesso procedimento di contestazione degli adempimenti che hanno causato il crollo del Ponte. Di recente questo procedimento si è concluso con l’accordo di ridefinire i termini della concessione, di riportare in equilibrio giuridico ed economico l’originario rapporto concessorio, con la possibilità di garantire con più efficacia gli investimenti, di garantire maggiore sicurezza».

«Il nostro obiettivo fondamentale – ha aggiunto Conte – è stato sempre e sarà quello di tutelare l’interesse pubblico che non è stato adeguatamente garantito dalla struttura regolativa della precedente concessione».

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