Esplosioni nel porto della città di Beirut, migliaia di feriti. Il governatore: «Sembrava Hiroshima»

Al momento non sono ancora state chiarite le dinamiche. Diversi soldati italiani sono in osservazione perché in stato di shock

Il bilancio delle due esplosioni nel porto di Beirut, in Libano, si aggrava di ora in ora, arrivando a contare attualmente oltre 100 vittime e 4mila feriti. A farlo sapere il ministro della salute libanese Hamad Hasan. Un primo bilancio che a distanza di ore fa da eco all’onda d’urto che ha trascinato la polvere a centinaia di metri di distanza e fatto alzare dalla città una grossa colonna di fumo. «Le nostre squadre di soccorso ancora impegnate in operazioni di ricerca e salvataggio nelle zone circostanti», al luogo delle esplosioni, ha fatto sapere la Croce Rossa libanese.

A provocare le esplosioni è stato un incendio in un deposito nel porto di Beirut dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave. Lo ha detto il presidente Michel Aoun, dopo una riunione d’emergenza del Supremo consiglio della Difesa nel palazzo presidenziale di Baabda. «Inaccettabile», ha scritto Aoun in un tweet. Intanto in Libano è stato dichiarato il lutto nazionale per i prossimi tre giorni.

La tragedia è stata commentata poco fa su Twitter anche dal premier Giuseppe Conte: «Le terribili immagini che arrivano da Beirut descrivono solo in parte il dolore che sta vivendo il popolo libanese» ha scritto, sottolineando il monitoraggio costante dei connazionali. Tra i feriti ci sarebbe, infatti, un militare italiano, mentre altri sarebbero in osservazione perché in stato di shock. A quanto si apprende, quasi tutti i militari italiani coinvolti, feriti e non, appartengono all’unità Joint Multimodal Operations Unit. L’unità ha lo scopo di favorire la cooperazione internazionale e l’integrazione sociale tra i militari italiani e la popolazione libanese.

Tra i feriti gravi ci sarebbe anche un noto politico libanese, Nizar Najarian, segretario generale del Partito Falangista Libanese. Secondo l’Agenzia Nova sarebbe in coma, mentre altre fonti ne hanno già decretato la morte.

Il governatore di Beirut: «Sembrava Hiroshima»

Intervistato da una televisione libanese, il governatore di Beirut Marwan Aboud ha spiegato che le esplosioni di oggi hanno lasciato dietro di loro una città in ginocchio: «Beirut è una città distrutta e le esplosioni di oggi sembravano Hiroshima». Aboud si è spostato al porto di Beirut, dove sono avvenute le esplosioni e ha definito quello che ha visto un «disastro nazionale senza precedenti».

Video di copertina: TWITTER | Alia Malek

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