In arrivo il sequel di «Dirty Dancing», il film che ha fatto innamorare una generazione

Nel cast, anche l’attrice che ha interpretato Baby. La pellicola originale aveva incassato 214 milioni di dollari in tutto il mondo, con un budget di soli 6 milioni

«Nessuno può mettere Baby in un angolo!», strepitava un giovane, sexy e sudatissimo Patrick Swayze in Dirty Dancing, uno dei cult transgenerazionali che hanno fatto la storia del cinema. E Baby sta tornando. In questi giorni è stato annunciato che il sequel ufficiale del film inno del romanticismo è in lavorazione, a 33 anni dall’uscita della pellicola. La notizia è stata confermata.


Jennifer Grey, che ha recitato nell’originale come Frances “Baby” Houseman, farà parte del cast. Ma non è tutto: spetterà a lei il ruolo di produttrice esecutiva del progetto.

Quella dei “balli proibiti” è una delle pellicole che i genitori, negli anni 80 – l’anno d’uscita è il 1987 – hanno guardato nelle loro camerette quando erano adolescenti, e che oggi riguardano insieme ai loro figli, seduti sul divano. Non si contano le locandine sparse negli appartamenti dei fanatici del film.

Epica l’espressione di Baby che, coi cocomeri in mano, non si spiega la promiscuità delle decine di ballerini che si lasciano andare a balli sensuali davanti ai suoi occhi. La presa che Swayze e Grey eseguono nel pezzo finale – sulle note di (I’ve had) The time of my life – è diventato uno dei cavalli di battaglia di chi balla per diletto o per professione. E un punto di riferimento della cultura pop.

Ancora incerti gli indizi sul protagonista maschile: in passato era stato Swayze a far andare in visibilio migliaia di ragazze. L’attore, però, è morto nel 2009 di cancro al pancreas, all’età di 57 anni. Poco si sa della trama del film, ma sarà diretto da Jonathan Levine (già autore di 50/50, Fa’ la cosa sbagliata e Warm bodies). «Sarà esattamente il tipo di film romantico e nostalgico che i fan stavano aspettando e che ne ha fatto il titolo più venduto nella storia dell’azienda», dice l’amministratore delegato di Lionsgate, Jon Feltheimer.

Quando il film aveva fatto il suo debutto al cinema, l’incasso era stato complessivamente di 214 milioni di dollari: un vero colpo di fortuna, se si pensa che il budget per produrre la pellicola era stato di 6 milioni di dollari. Negli anni a seguire, poi, ha avuto una prospera seconda vita con le vendite di videocassette, dvd, e sulle emittenti televisive di tutto il mondo.

Una scena del film

La canzone chiave del film, (I’ve Had) The Time of My Life, all’epoca, ha vinto un Oscar e un Golden Globe. Nel 2004, un film spin-off, Dirty Dancing: Havana Nights, interpretato da Diego Luna e Romola Garai, ambientato nel 1958 a Cuba, è stato rilasciato a recensioni moderate.

Vediamo ora con il sequel: tutti pronti ad ancheggiare sinuosamente per la seconda volta?

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