Navalny in coma, i medici: «Nessuna traccia di veleno». La moglie a Putin: «Permetteteci di portarlo in Germania per le cure»

Poco prima l’ospedale siberiano aveva fatto scattare l’allarme per l’alta contagiosità della tossina con cui era entrato in contatto il blogger

Il 44enne attivista politico Alexei Navalny non avrebbe alcuna traccia di veleno nel sangue. A dirlo è Anatly Kalinichenko, vicedirettore dell’ospedale in cui il blogger è stato ricoverato ieri dopo un sospetto di avvelenamento. Il medico ha detto che i sanitari hanno già un quadro diagnostico completo su Navalny, ma che non possono ancora divulgarlo: lo avrebbero comunicato alla famiglia. Poco prima però dall’ospedale era scattato l’allarme che la tossina con cui era entrato a contatto Navalny era molto contagiosa. La moglie, Yulia, ha inviato un appello al presidente russo Vladimir Putin chiedendo il permesso di trasportare suo marito in Germania per le cure. La lettera è stata pubblicata anche sull’account Twitter di Navalny.


E nel tardo pomeriggio arriva la notizia che l’entourage di Alexei Navalny si è rivolto alla Corte europea dei diritti umani per ottenere dalle autorità russo l’autorizzazione al suo trasferimento in Germania per le cure. «È stato chiesto alla Corte di invitare il governo russo ad autorizzare il signor Navalny ad essere trasportato in Germania per essere curato», ha riferito una fonte dell’organismo basato a Strasburgo secondo quanto riporta l’Ansa, specificando che il caso «sarà esaminato nei prossimi giorni».

EPA/MAXIM KARMAYEV | Ivan Zhdanov e a destra la moglie di Navalny, Yulia, parlano con i giornalisti davanti all’ospedale di Omsk, Russia, 21 agosto 2020.

Avvelenato?

I test «e le consultazioni con i colleghi di Mosca non indicano che Navalny sia stato avvelenato», dice ai giornalisti il vice primario dell’ospedale di Omsk, Anatoly Kalinichenko. «La diagnosi di avvelenamento rimane nella parte posteriore della nostra mente ma non pensiamo che il paziente sia stato avvelenato», ha detto Kalinichenko.

Ma questa versione dei fatti viene smentita da Kira Yarmush, portavoce di Alexei Navalny. «Yulia e Oleg Navalny non sono stati informati delal diagnosi di Aleksei», scrive su Twitter, «nonostante quello che hanno dichiarato i medici. Quello di cui sono stati informati è l’insieme dei sintomi che puà essere interpretato in molti modi diversi. I medici non possono ancora stabilire le cause della condizione di Aleksei».

Tossina o non tossina?

E però il direttore della Fondazione anticorruzione Ivan Zhdanov, venuto all’ospedale di Omsk, dice invece in mattinata alla stampa che la polizia avrebbe trovato «una sostanza letale» pericolosa per Navalny e gli altri. «Eravamo nell’ufficio del medico capo quando un ufficiale della polizia dei trasporti è entrato e ha detto, indicando lo schermo del telefono, che quella è la sostanza che è stata trovata», dice Zhdanov.

«Ci siamo avvicinati all’ufficiale e abbiamo chiesto che tipo di sostanza fosse. Ci ha detto che era un segreto investigativo e che non poteva dircelo, ma la sostanza era letale e metteva in pericolo la vita di Alexei e di tutti quelli che lo circondavano, che dovevano indossare tute protettive».

«Ora all’ospedale di Omsk dicono che Navalny non è stato avvelenato. Ma un’ora fa ci avevano detto che una tossina pericolosa per gli altri era stata individuata. Adesso non c’è nessuna tossina. Cosa succede?», scrive ancora su Twitter Kira Yarmush.

Il trasferimento in Germania

EPA/HAYOUNG JEON | L’ospedale Charité a Berlino, Germania, 21 agosto 2020.

In mattinata all’oppositore del presidente russo era stato negato il trasferimento in Germania per ricevere cure adeguate. I medici avevano definito la sua situazione instabile e che non fosse possibile spostarlo dall’ospedale. Il trasporto in Germania di Alexey Navalny per il trattamento dipende solo dalla decisione dei medici, non ci sono altri ostacoli, sottolinea in tarda mattinata il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass.

Nel pomeriggio i medici tedeschi hanno lasciato l’ospedale senza Navalsky: per loro, il paziente può viaggiare. Il trasferimento dovrebbe avvenire verso le 6 di mattina del 22 agosto, quando saranno le 14 in Italia. La sua portavoce, Kira Yarmysh, aveva denunciato la decisione come un «attentato alla sua vita» e che era invece «fatalmente pericoloso lasciarlo nell’ospedale non attrezzato di Omsk», in Siberia.

L’eliambulanza tedesca era decollata dalla Germania, dalla città bavarese di Norimberga, nella notte. L’ospedale della Charité di Berlino si era reso disponibile e pronto a curare Navalny, ma la struttura in cui si trova il paziente ha negato il trasferimento.

La Germania segue con «sgomento» gli sviluppi del caso, chiede che la vita di Navalny sia salvata e che sia fatta “chiarezza” sulle circostanze in cui si è sentito male. «Di fronte al grave sospetto di un avvelenamento, va fatta piena chiarezza sulle circostanze del caso», ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert.

Commissione Ue: «Inchiesta indipendente»

La Commissione europea «segue con grande preoccupazione il caso del sospetto avvelenamento di Alexei Navalny e si aspetta che venga avviata un’inchiesta indipendente, trasparente, veloce e completa per fare luce sull’accaduto», dice una portavoce di Bruxelles aggiungendo che la delegazione della Commissione europea a Mosca segue il caso da vicino e sta facendo il possibile per favorire il trasferimento di Navalny in Germania affinché possa essere sottoposto a tutte le cure mediche necessarie.

In copertina EPA/MAXIM SHIPENKOV | Alexei Navalny parla con i giornalisti mentre lascia la prigione dopo una reclusione di 30 giorni a Mosca, Russia, 23 agosto 2019.

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