Vertice Cina-Italia, Wang chiede più cooperazione all’Italia: «Serve un piano di azione triennale»

Il ministro cinese ha anche difeso gli aiuti dati all’Italia durante la pandemia, sostenendo che fossero del tutto disinteressati

La visita del ministro degli Esteri cinese Wang Yi in Italia, prima tappa del tour europeo, è stata accolta con pragmatismo da parte di Luigi Di Maio, che ha sottolineato come la Cina sia «un attore ineludibile per affrontare qualsiasi scenario internazionale». Ieri Wang ha parlato della necessità di evitare passi indietro, un riferimento ai «venti di Guerra fredda» che soffiano, soprattutto tra Cina e Stati Uniti, mentre fuori dalla Farnesina ha avuto luogo una protesta da parte del dissidente di Hong Kong, Nathan Law. Oggi, l’agenzia cinese Xinhua news ha diffuso nuovi contenuti sul messaggio indirizzato all’Italia da Wang.

Cina e Italia stringano legami

Alla base c’è l’invito a una maggiore cooperazione tra i due Paesi guardando al lungo termine. «La Cina e l’Italia dovrebbero collaborare per pianificare lo sviluppo delle relazioni bilaterali per i prossimi 50 anni», ha dichiarato Wang Yi, ricordando che quest’anno ricorre il cinquantesimo anniversario dell’istituzione delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

La Cina, ha rimarcato Wang, è diventata il principale partner commerciale dell’Italia in Asia e l’Italia è il quarto partner commerciale della Cina nell’Unione europea. Gli investimenti diretti della Cina in Italia hanno superato i 10 miliardi di dollari mentre sono oltre 6.000 i progetti di investimento in Cina da parte di investitori italiani. Insomma, le basi per la cooperazione tra i due Paesi esistono già e sono ben avviate. Quello che la Cina vorrebbe è una solida programmazione commerciale.

Le due parti, ha continuato Wang, dovrebbero riprendere gli scambi a tutti i livelli in maniera ordinata ed elaborare un nuovo piano d’azione triennale, sopratutto nell’ambito dell’iniziativa Belt & Road (BRI), la nuova via della seta. Curiosa l’apertura del ministro alla cooperazione con l’Unione europea anche in materia ambientale, dove ha detto che la Cina è pronta anche a dare il suo contributo per «la lotta ai cambiamenti climatici e a contribuire a sostenere la ripresa economica mondiale e lo sviluppo nell’era post-Covid-19».

La difesa sugli aiuti “interessati” per il Covid

Proprio a proposito dell’epidemia di Coronavirus, il ministro cinese ha voluto sottolineare come gli aiuti sanitari dati all’Italia non hanno «nulla a che fare con la politica o l’interesse personale». «Di fronte all’impatto della pandemia, la Cina si è schierata con l’Italia e gli altri Paesi europei sin dall’inizio», ha dichiarato Wang che si è detto fiducioso che i due Paesi possano seguire un percorso di sviluppo comune dopo la pandemia.

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