Francia, Facebook blocca la “morte in diretta” di Alain Cocq

Il 57enne francese, affetto da una rarissima malattia degenerativa incurabile, nella notte aveva annunciato, in diretta su Facebook, di aver interrotto cure, alimentazione e idratazione per lasciarsi morire

«Facebook mi ha bloccato la diffusione di video fino all’8 settembre. Ora tocca a voi». Così Alan Cocq, 57enne francese affetto da una rarissima malattia degenerativa incurabile, che nella notte aveva annunciato, in diretta su Facebook, di aver interrotto cure, alimentazione e idratazione per lasciarsi così morire. L’intenzione di Cocq era quella di compiere un gesto di protesta eclatante: trasmettere la sua morte in diretta. Ma dal social network di Mark Zuckerberg è arrivato lo stop.

La risposta di Facebook

«Pur rispettando la sua decisione di attirare l’attenzione su questa complessa questione, sulla base della consulenza di esperti, abbiamo adottato misure per impedire il live streaming sull’account di Alain poiché le nostre regole non consentono di mostrare tentativi di suicidio», ha spiegato un portavoce del social all’Afp.

Sul suo profilo intanto Cocq ha promesso che entro 24 ore troverà un altro sistema per pubblicare le immagini, e i suoi sostenitori propongono suggerimenti quale l’adesione ad altre piattaforme. «La legge Cocq si farà, ne sono certo», ha scritto uno dei suoi supporter, che si dice convinto che la sua azione consentirà una modifica della legge Claeys-Léonetti del 2016 che autorizza la sedazione profonda ma solo per le persone con prognosi fatale a breve termine.

Le richieste di Cocq

Cocq aveva chiesto al presidente francese Emmanuel Macron di sottoporsi all’eutanasia, in deroga alla legge sul fine vita in vigore nel Paese. La drastica decisione di interrompere cure, alimentazione e idratazione, è arrivata dopo il diniego, motivato dall’impossibilità di agire contro la legge.

«Non mancate di far sapere alle persone cosa ne pensate di Facebook e dei suoi metodi di ingiusta discriminazione e ostacolo alla libertà di espressione, – ha detto Cocq ai sostenitori che continuano a supportare la sua battaglia – un diritto che è tuttavia imprescrittibile a qualsiasi cittadino francese ed europeo».

«Fate appello ai vostri deputati francesi ed europei, ai vostri senatori, al governo, alla Presidenza della Repubblica – ha aggiunto – per protestare contro la violazione di questo diritto fondamentale da parte di Facebook, in modo che cessi immediatamente».

Foto in copertina: Alain Cocq nel 2018. Fonte: Facebook

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